Un commento

'Provolone di solidarietà' per le parrocchie ferite dal terremoto

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Sopra, la presentazione del ‘Provolone di solidarietà’ (foto Francesco Sessa)

Collaborazione tra Diocesi di Cremona e azienda Auricchio nel segno della solidarietà: provoloni in vendita per raccogliere fondi necessari a sistemare le chiese lesionate dal terremoto dei mesi scorso, con l’obiettivo di far tornare alla normalità la vita delle nostre parrocchie colpite dal sisma. L’iniziativa, che parte in questi giorni e durerà circa un mese e mezzo, è stata presentata in mattinata in Curia.

LA VENDITA DEI PROVOLONI DELLA SOLIDARIETA’

Verrà chiesta una mano a tutti i fedeli, proponendo l’acquisto di provoloni messi a disposizione da Auricchio (a prezzi bassi, si tratta dei “salamini Auricchio Giovane Provolone dolce” da 0,80 kg). Saranno le parrocchie, grazie al supporto logistico di Caritas cremonese, a organizzare la vendita. Il ricavato – tolto il costo di produzione – servirà dunque a coprire parte dei costi di restauro di alcuni edifici tra i più colpiti. I prodotti potranno essere offerti dalle parrocchie a un prezzo indicativo di 10 euro.

Ciascuna parrocchia potrà effettuare la vendita. secondo le normative vigenti, attraverso banchetti benefici allestiti nei propri spazi. L’avvicinarsi delle festività natalizie può rappresentare l’occasione in cui un regalo ad amici e parenti può assumere il valore della solidarietà. Questo potrà avvenire anche per le stesse parrocchie che, comprando in prima persona i prodotti, potranno utilizzarli in occasione di momenti conviviali in oratorio o come particolare forma di ringraziamento a quanti quotidianamente si spendono in parrocchia.

MONSIGNOR MARCHESI: “OFFERTE FONDAMENTALI”
AURICCHIO: “DA NOI ANCHE UN EURO PER OGNI CHILO VENDUTO”

Dopo gli importanti aiuti forniti ai cittadini, ci si muove ora anche per i luoghi danneggiati (le priorità sono state sottolineate da don Claudio Rasoli aprendo l’incontro con i giornalisti: “Prima gli uomini, poi le chiese”). Monsignor Mario Marchesi, vicario generale della Diocesi, ha parlato dell’importanza delle offerte delle persone (“tante sono le attività e le opere di carità portate avanti in Diocesi, non ci sono risorse stabili e per questo sono fondamentali le offerte”). Alberto Auricchio, amministratore delegato dell’azienda del “formaggio della solidarietà” ha ricordato: “Partecipiamo sempre a iniziative del genere dopo eventi catastrofici, come accaduto per il terremoto dell’Abruzzo. Per noi è importante aiutare il territorio. Oltre a quanto raccolto con il provolone, contribuiremo con un euro per ogni chilo venduto”. Don Antonio Pezzetti, direttore di Caritas cremonese: “Faremo rete con le parrocchie organizzando la distribuzione”.

DANNI PER 7 MILIONI DI EURO E POCHI FONDI:
L’ANALISI DI MONSIGNOR BONAZZI

La parola è infine passata a monsignor Achille Bonazzi, responsabile Beni culturali della Diocesi. Ha delineato la situazione delle chiese (parrocchiali e non) “ferite” dal sisma. Sono una decina in provincia di Mantova (ma in Diocesi di Cremona) e 17 nel territorio cremonese. Alcune sono ancora completamente chiuse (tra queste, precedenza ai lavori per quelle parrocchiali, come indicato dal vescovo Dante Lafranconi). La stima dei danni parla di 7 milioni di euro (“ma i preventivi sono sempre destinati a salire”). Poche centinaia di migliaia gli euro effettivamente a disposizione. “E dallo Stato e dalla Regione non abbiamo ricevuta nulla”. Le chiese vengono identificate “come beni culturali” e per questo non hanno la priorità per gli stanziamenti; “in realtà, però, non si tratta semplicemente di luoghi di culto, ma sono posti dove una comunità si sviluppa a livello culturale e sociale, oltre che religioso”. Un sostegno arriva ora dalla vendita solidale.

I DANNI DEL TERREMOTO
IN DIOCESI DI CREMONA

GLI INTERVENTI DI CARITAS CREMONESE
A FAVORE DEI TERREMOTATI

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Commenti
  • Robin

    Eggià, poverini. Non gliene danno già abbastanza di soldi a chiese, parrocchie ed oratori. Poi con tutte le spese per la nuocva chiesa del Maristella… Ecco, metteteci il parroco del Marisrella a vendere le provole, che lui a raccattare è un vero fenomeno.
    Se proprio vogliamo dare una mano a qualcuno, diamola a chi non arriva alla fine del mese. Cribbio.