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Polemica su scuole pubbliche e private Vescovo: 'Le paritarie finanziano lo Stato'

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Le polemiche sono nate dall’incontro di domenica tra il Vescovo e gli amministratori pubblici sul tema della scuola. Avevano fatto scalpore alcune dichiarazioni di monsignor Lafranconi sulla scuola pubblica paritaria a confronto con quella pubblica. Secondo il Vescovo (come si legge in un comunicato dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali) ci sarebbe “discriminazione nei confronti delle famiglie che esercitano il diritto alla libera scelta della educazione scolastica, in quanto, oltre a pagare il servizio scolastico come ogni contribuente attraverso la normale forma della tassazione, devono versare anche una retta necessaria a mantenere il servizio della scuola paritaria. E poi discriminazione nei confronti degli Enti gestori delle scuole paritarie, ai quali è chiesto il pagamento di una ulteriore tassa, l’Imu: quella sui patrimoni, cioè sugli edifici scolastici, mentre le scuole statali ne sono esenti”. In mattinata, il sito ufficiale della Diocesi passa all’attacco affermando che “sono le scuole paritarie a finanziare lo Stato” e non viceversa. Lo fa citando numeri e tabelle.

I NUMERI PUBBLICATI DALLA DIOCESI

La Diocesi di Cremona gestisce 8 scuole, di cui 5 dell’infanzia (le vecchie scuole materne) e 3 primarie (le vecchie elementari): una a Cremona e le rimanenti sette in provincia, a Castelleone, Soresina, Regona, Vicobellignano, Casalmaggiore. “Là dove sono presenti – scrive la Diocesi – le scuole diocesane contribuiscono al sistema scolastico dei rispettivi comuni per una percentuale che va dal 30 al 50 per cento degli alunni nelle rispettive fasce di età, della scuola dell’infanzia o della scuola primaria. Alunni per i quali i Comuni non devono provvedere con proprie scuole”. Gli alunni delle scuole diocesane nell’anno scolastico 2011-12 sono stati 763, di cui 360 nelle scuole dell’infanzia, divisi in 16 sezioni e 403 nelle primarie, ripartiti in 19 classi. Il personale addetto alle scuole è stato di  68 dipendenti, di cui  53 insegnanti, 13 non docenti, 2 impiegati, e alcune decine di volontari, collaboratori a titolo gratuito.
Il contributo delle famiglie ha coperto il 47.90% (€ 1.008.486,27) dei costi di pura gestione corrente. Il contributo degli enti pubblici (Stato, Regione, Comuni) ha coperto  il 32,21% (€ 693.978,62) dei costi di pura gestione corrente. Una quota di contributi, in realtà,  non è stata ancora erogata. Il rimanente 19,89% (€ 428.484,59) è stato assunto dalla Diocesi, attinto dalle offerte dei fedeli.
“È da aggiungere – prosegue la Diocesi – che, cosa normalmente ignorata, ma incide pesantemente sul piano  economico, gli enti diocesani proprietari degli edifici scolastici si sono assunti, come ogni anno, gli oneri della manutenzione straordinaria degli edifici scolastici, per i quali non percepiscono alcun contributo e, nonostante ciò, sono costretti a pagare la tassa sui patrimoni (ICI, ora IMU)”.

I COSTI A CONFRONTO SECONDO LA DIOCESI

“Il contributo della Diocesi – spiegano – alle proprie scuole nell’anno 2011-12 è stato di € 695,31 per ogni alunno dell’infanzia e € 488,34 per ogni alunno della primaria. Non è ancora possibile, per i ritardi dei finanziamenti, quantificare in modo preciso a quanto ammonta il contributo degli Enti pubblici alle scuole diocesane nel medesimo anno. Verosimilmente € 584,00 dallo Stato, a cui vanno aggiunti € 375,24 tra Regione e Comuni, per un totale di €  959,24  per ogni  alunno della scuola per l’infanzia e di € 866,07 per ogni alunno della primaria. Sul piano nazionale, lo Stato spende (cifre ufficiali del Ministero, anno 2006) € 5.828,00 per ogni alunno delle proprie scuole dell’infanzia e € 6.525 per ogni alunno delle primarie. Se gli enti pubblici avessero gestito le scuole diocesane nell’anno 2011-12  avrebbero speso €  2.098.000,00 per le scuole dell’infanzia e €  2.629.575,00 per le scuole primarie, complessivamente € 4.627.575,00, rispetto ai €  693.978,62 del contributo. Fatta la differenza risultano €  3.933.596,37 di risparmio per gli Enti pubblici. Somma a cui vanno aggiunti i risparmi degli Enti pubblici relativi alla manutenzione degli edifici scolastici. La situazione presentata relativa alle scuole diocesane, fatte le debite proporzioni, vale per ogni scuola pubblica paritaria italiana. È vero o falso che le scuole pubbliche paritarie finanziano lo Stato?”.

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Commenti
  • asdfg

    Mi sembra che il vangelo dica una cosa del genere: “spogliatevi dei votri beni…” Sig. Vescovo comicia a vendere qualche anello, qualche palazzo e qualche altra lussuria (considerata da voi come un peccato)

  • Francesco Capelletti

    Sono commosso da tanta generosità!

  • Stat

    La scuola paritaria è la scuola del non merito.
    Passa chi contribuisce con i soldi. Punto e stop.

    La scuola pubblica è la scuola dove ti insegnano ad obbedire allo Stato.

    Farei senza di una e dell’altra.
    La scuola sarà liberata solo quando gli studenti si rifiuteranno di studiare quello che dicono loro e i professori si rifiuteranno di insegnare con si serve o si comanda.