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La Lega accusa: "Acqua scippata ai sindaci e messa nelle mani di cinque persone" Intanto altri 16 Comuni vanno al Tar

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AGGIORNAMENTO – Sulla questione dell’acqua pubblica, la Lega non retrocede di un passo. Addirittura nel comunicato giunto in redazione c’è un titolo significativo: “Domani il giorno della verità: acqua pubblica?”. Nel documento a firma Simone Bossi (segretario provinciale Lega Nord di Cremona) e del senatore Roberto Mura (commissario provinciale di Crema), si rigettano ancora una volta gli emendamenti proposti dal Pdl come “non ricevibili” anche se il Carroccio sottolinea che non si intende interrompere il cammino amministrativo in corso in Provincia.

La Lega mette sotto accusa anche i patti parasociali sottoscritti dalle varie società per la gestione dell’acqua (Padania Acque Spa, Scrp, Aem Cremona e Asm Pandino) con i quali si mette nelle mani di cinque persone l’intera gestione dell’acqua in provincia.

Ecco il documento integrale della Lega.

Nella riunione di Consiglio Provinciale prevista per la giornata di domani la Lega Nord proporrà in votazione la mozione che dispone: ”il Consiglio Provinciale impegna il Presidente a farsi promotore presso il Consiglio di Amministrazione dell’azienda speciale “Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona” della necessità, stante l’attuale situazione politica, amministrativa e legislativa, che lo stesso modifichi il piano d’ambito ed il connesso modello gestionale al fine di adottare la gestione cosiddetta “in house” che preveda l’affidamento diretto, in coerenza al disposto dell’art. 150, c. 3, d.lgs n. 152/2006,  ad una società “esclusivamente e direttamente partecipata dai comuni o altri enti locali compresi nell’ambito territoriale ottimale”.

Il contenuto della mozione presentata ha un preciso significato: acqua pubblica governata dai Sindaci, cioè dei rappresentanti democraticamente eletti dai cittadini a cui gli stessi devono rispondere per la gestione di un bene prezioso come l’acqua.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito al tentativo del PDL di proporre possibili emendamenti alla mozione. Emendamenti non ricevibili in quanto del tutto simili se non uguali, per contenuto, alla nostra mozione bocciata dallo stesso PDL nel Consiglio Provinciale del 27 novembre.

La Lega Nord respingendo la richiesta di emendare la mozione proveniente dal PDL chiarisce innanzitutto che la divergenza di opinione su di un tema, seppur importantissimo come l’acqua, non può e non deve essere motivo di interruzione dell’amministrazione provinciale, per la quale auspichiamo si continui il percorso intrapreso per senso di responsabilità nei confronti degli elettori.

La Lega Nord ritiene che il percorso dettato dalla mozione che sarà proposto in votazione nel Consiglio Provinciale convocato per domani sia l’unico percorso che consenta di garantire quel presidio pubblico ritenuto indispensabile: la presenza forte dei Sindaci dei comuni della Provincia all’interno del sistema di governance della società di gestione del servizio pubblico integrato.

A tale riguardo la Lega Nord evidenzia come all’interno della compagine sociale di Padania Acque Gestione S.p.A. pare che le decisioni vadano in una direzione diametralmente opposta rispetto a quanto da più parte auspicato in merito al presidio pubblico. Da informazioni in nostro possesso parrebbe che i patti parasociali recentemente sottoscritti tra Padania Acque S.p.A., S.C.R.P. S.p.A., A.E.M. Cremona S.p.A. e ASM Pandino deleghino al Consiglio di Amministrazione la gestione ordinaria e straordinaria di Padania Acque Gestioni S.p.A..

Qualora ciò risultasse vero, determinerebbe non auspicabile effetto di porre nelle mani di cinque persone l’intera gestione dell’acqua a livello provinciale!!!

Il Segretario Provinciale di Cremona Simone Bossi
Il Commissario Provinciale di Crema Sen. Roberto Mura

ALTRI SEDICI COMUNI FANNO RICORSO AL TAR
CONTRO LA “PRIVATIZZAZIONE” DELL’ACQUA

Sedici sindaci cremonesi hanno depositato il ricorso al Tar contro la delibera del Cda Ato con cui si approva la società mista pubblico-privata. Sono Doriano Aiolfi di Bagnolo cremasco, Amilcare Braga di Cà d’Andrea, Claudio Silla di Casalmaggiore, Enrico Manifesti di Casalmorano, Carmelo Lazzarini di Castelverde, Rosolino Azzali di Corte de Frati, Stefania Bonaldi di Crema, Ivana Cavazzini di Drizzona, Davide Viola di Gadesco Pieve Delmona, Ivan Scaratti di Grontardo, Renzo Felisari di Olmeneta, Dovato Dolini di Pandino, Dalido Malaggi di Pessina Cremonese, Marco Cavalli di Romanengo, Carlo Angelo Vezzini di Sesto ed Uniti, Donatella Mazzeo di Stagno Lombardo. Il ricorso si aggiunge a quello già depositato da altri tre Comuni: Torre de’ Picenardi, Motta Baluffi e San Daniele Po. La notizia il giorno prima del consiglio provinciale che voterà la mozione leghista che chiede la modifica del piano d’ambito dell’Ato a favore dell’acqua pubblica e della gestione attraverso la società ‘in house’.
“La vicenda acqua e Sistema Idrico sta degenerando sempre di più – scrivono i sindaci in un comunicato – La ostinata volontà di strappare il risultato della società mista a qualsiasi costo, sta sprofondando tutto in un vicolo cieco, senza via d’uscita. Colpisce la crescente debolezza delle scelte. Non attraverso un confronto aperto con il territorio e le sue rappresentanze, ma a qualsiasi costo. Anche forzando regole essenziali. Anche umiliando i Sindaci e la Conferenza dei Comuni, che questa iniziativa sciagurata aveva peraltro già messo in crisi un anno fa”.
“E’ necessario un punto di svolta- continuano -. Dobbiamo intervenire insieme per evitare che questa vicenda precipiti ulteriormente. Occorre davvero ripartire. Tutti insieme. E su basi nuove. Aprendosi al confronto con il territorio. Con i sotterfugi non si va lontano. I Sindaci sono i primi a saperlo. Su queste basi abbiamo superato le ultime incertezze. E abbiamo deciso di intervenire. Anche ricorrendo a strumenti inconsueti. Ma a questo punto necessari. Promuovendo un ricorso al TAR che consenta di azzerare la vicenda. Per ripartire insieme e su basi nuove. Magari riprendendo sulla base del voto del referendum sull’acqua bene comune, l’idea-forza di quegli “Stati Generali dell’Acqua” che si sarebbero dovuti svolgere all’inizio. In un territorio quanto mai delicato (la Pianura Padana, una delle realtà più complesse a livello europeo), perché non chiamare il territorio e le sue rappresentanze (sociali, civili, economiche, agricole) a confrontarsi su un progetto di sviluppo e a condividere le responsabilità di un futuro che ci riguarda tutti”.

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