Un commento

Affidi a coppie gay, dopo la sentenza via alla discussione

Lettera scritta da Gabriele Piazzoni

La sentenza della Corte di Cassazione sull’affidamento di un bambino ad una coppia omosessuale composta da due donne segna una pietra miliare nella storia della battaglia per il riconoscimento dei diritti civili nel nostro paese.

Per la Corte chi contesta una simile decisione del giudice senza “certezze scientifiche o dati di esperienza” ma solo avanzando “il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale” dà “per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto famigliare”.

Nella soddisfazione che esprimiamo per questa sentenza, dispiace notare che il progresso dei diritti civili che dovrebbe essere portato avanti dalla politica, attraverso un ampio, onesto e documentato dibattito pubblico, nel nostro paese viene promosso dalla magistratura, che come doveroso deve attenersi a fatti conclamati e non può tener conto di opinioni prive di evidenza scientifica o fattuale.

Confidiamo che ora, visto anche il periodo di confronto elettorale, si possa aprire una discussione in tutto il paese, finalmente libera da pregiudizi e pareri infondati propinati per verità assolute.

La strada per la piena civiltà nel nostro Paese sarà ancora lunga, ma questo per quanto ci riguarda è un primo significativo passo.

Gabriele Piazzoni
Presidente provinciale Arcigay di Cremona

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Commenti
  • ADOZIONI GAY
    Il Corrierone è un passo avanti agli altri e pubblica una gran foto con la scritta: “il giornalista Claudio Rossi Marcelli con il marito Manlio e i loro tre figli”, senza spiegare, discrezione, immagino, come faccia a saper chi è l’incudine, chi il martello, ma il problema c’è, e importante, e non deve risolversi a crociate o peggio.
    La sentenza della Cassazione sintetizzata in: “ non basta il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale, va dimostrato” riguarda quel singolo caso cui deve per forza rispondere, è il cittadino che l’ha chiesto perché ne ha il diritto, come ben spiega l’ex presidente della Corte costituzionale Cesare Mirabelli; in più, le cronache sommarie dicono che la scelta è stata la meno peggio, le altre due erano il padre o l’orfanatrofio.
    Ma a me non vanno due cose. La prima è che non sia dimostrato nemmeno che faccia bene la coppia omosessuale.
    L’altra è che temo ci si stia ancora una volta adagiandosi ad accettare che sia il Giudice a proporre le leggi, con la formula odiosa e pericolosissima: supplisce l’assenza della politica. Il Giudice non deve supplire proprio niente, le politica ha anche il diritto di ritenere che il quadro normativo vada bene com’è. E questo è ancora poco. A furia di supplenze, causate dalla indispensabilità e dalla fretta, dicono gli esperti, si arriva a sfasciare la divisione dei ruoli, una delle colonne della società: e se un ministro della giustizia incarica il suo direttore generale di far in sei mesi tutte le sentenze necessarie a eliminare l’enorme arretrato dei Tribunali?

    Cremona 13 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info