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Cresce il numero degli agriturismi in provincia di Cremona

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Cresce del 2,5 per cento il numero degli agriturismi in Lombardia, passati dai 1.327 del 2010 ai 1.360 dell’inizio del 2012. L’aumento delle strutture – spiega la Coldiretti regionale – è stato superiore anche alla media nazionale attestata intorno al 2,2 per cento con 6 milioni di presenze nel 2012. Se poi si prende come riferimento il 2006, quando erano operative 966 aziende, la crescita in Lombardia ha registrato un aumento di oltre il 40%. L’anno scorso – secondo stime dell’associazione Terranostra-Coldiretti diffuse in occasione della fiera dell’agriturismo che si terrà a Novegro (Milano) il 19 e il 20 gennaio prossimi – sono state circa 400 mila le persone che hanno mangiato o dormito negli agriturismi lombardi.

“Sono due i pilastri della crescita del settore – spiega Alessandra Morandi, bresciana, presidente regionale di Terranostra – da una parte la richiesta da parte dei consumatori e dall’altra la capacità degli agricoltori di rispondere a questa domanda di servizi, territorio, qualità, tradizione, storia e benessere. L’agriturismo sta rappresentando un fattore importante di diversificazione dell’attività agricola”.

Fra il 2010 e il 2011 le province lombarde cresciute di più come numero di imprese agrituristiche sono Bergamo (+5,8%), Brescia (+4,7%), Como (+9,1%), Lecco (+5,2%) e Sondrio (+6,1%). A seguire: Cremona (+3%) e Milano (+1,1%). Invariata Lodi, mentre da Pavia a Mantova si è registrata una diminuzione fra lo 0,5%. Monza e Varese sono calate rispettivamente dell’8,3 e del 7,7% anche se a livello di numeri assoluti si tratta di diminuzioni relative a 1 unità su 12 per Monza e a 6 realtà su 78 a Varese.  La mappa degli agriturismi –spiega la Coldiretti Lombardia – indica una buona presenza su tutto il territorio: 128 a Bergamo, 290 a Brescia, 96 a Como, 68 a Cremona, 61 a Lecco, 27 a Lodi, 214 a Mantova, 93 a Milano, 11 a Monza, 213 a Pavia, 87 a Sondrio e 72 a Varese.

“Il futuro – spiega Alessandra Morandi – è nell’offerta di pacchetti in cui diverse aziende agricole, non sono quelle agrituristiche, interagiscono fra di loro per dare agli ospiti spunti di attività e di visita: in un posto si può pernottare, in un altro fare attività sportive, in un altro ancora mangiare o vivere esperienze legate al lavoro nei campi. Facendo rete possiamo allargare il tipo di opzioni per chi sceglie l’agriturismo. Inoltre, il nostro settore può essere anche un buon punto di appoggio per il welfare sociale dedicato agli anziani e ai bambini”.

Conclude Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia: “Rispetto a 10 anni fa, il mondo dell’agriturismo ha alzato il livello di qualità dell’offerta e la gente non guarda più solo al prezzo ma a quello che offri, con una maggiore consapevolezza nella scelta”.

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