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Omicidio di via Capra: 'vittima perfettamente avvistabile dall'auto'

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Nella foto, l’investitore Angelo Pelucchi

La perizia cinematica: “Vittima perfettamente avvistabile attraverso il parabrezza”

Caso di via Capra: è stata depositata anche la perizia cinematica effettuata dall’ingegner Cinzia Cardigno, consulente di infortunistica stradale del pm Fabio Saponara, per la morte di Guido Gremmi. Il pensionato, 74 anni, originario di Bobbio, era stato investito e ucciso alle 17,50 del 19 novembre del 2011 dalla macchina dell’imprenditore bresciano Angelo Pelucchi, 74 anni, dopo un violento diverbio per il parcheggio. Per la morte di Gremmi, Pelucchi, che dopo l’investimento non si era fermato, è accusato di omicidio volontario. Nella perizia cinematica, basata sull’esame della macchina investitrice, è stato accertato che al momento dell’investimento la vittima si trovava davanti alla vettura, “perfettamente avvistabile attraverso il parabrezza”.

L’incarico all’ingegner Cardigno, che per il deposito della perizia ha chiesto delle proroghe “a causa del ritardo con cui sono pervenute le relazioni della polizia scientifica e del consulente tecnico medico legale”, era stato conferito dal pm il 16 dicembre del 2011 con il seguente quesito: “presa visione del veicolo, dello stato dei luoghi e degli atti del procedimento, il consulente riferisca se, come e in quali punti l’Audi Q5 sia entrata in contatto e/o collisione con Gremmi e ricostruisca la dinamica del sinistro in ogni suo elemento utile ai fini di giustizia, riferendo anche se siano riscontrabili violazioni del codice della strada in nesso di causa con l’incidente”.

Dalla ricostruzione dei fatti, e in particolar modo dall’esame dell’auto dell’investitore, “è emerso”, scrive l’esperta, “che la vettura condotta da Pelucchi investiva Gremmi con la parte sinistra del frontale in fase di fuoriuscita dello stallo di sosta e di immissione sulla carreggiata ed in accelerazione, e che l’investimento avveniva a poco meno di 10 chilometri orari, con caricamento parziale del corpo del pedone sulla parte sinistra del cofano”.

Nella perizia si legge anche che “Gremmi veniva poi scaricato al suolo sulla sinistra dall’Audi quando la vettura raggiungeva una velocità di poco superiore ai 15 chilometri orari e che quest’ultima raggiungeva verosimilmente una velocità di circa 30 chilometri orari in poco meno di 13 metri (dando ai testimoni, verosimilmente anche per il rumore del motore in accelerazione, la sensazione dell’allontanamento a forte velocità)”.

Dalla ricostruzione è stato pure confermato quanto riferito dai testi, e cioè che “al momento della ripartenza, Gremmi si trovava davanti alla vettura, perfettamente avvistabile attraverso il parabrezza (oltre che segnalato dai sensori di parcheggio anteriori della vettura)”. Per la consulente, “la condotta di Pelucchi, ed in particolare la volontaria ripresa della marcia nonostante la presenza del pedone posizionato davanti alla sua vettura, perfettamente avvistabile, è certamente in nesso causale con il verificarsi dell’investimento e il decesso di Gremmi”.

Le ammaccature sulla macchina

In una prima ispezione dell’auto sono state riscontrate “piccole tracce di contatto sia sulla parte anteriore (mascherina e paraurti nella parte centro sinistra), che sulle parti anteriori delle fiancate. Visibili anche lievissime ammaccature sulla parte sinistra del cofano. Lo specchio retrovisore sinistro, i fanali anteriori e gli antinebbia si presentavano integri”.
Nella seconda ispezione sono state notate “alcune tracce di contatto sulla parte anteriore della fiancata sinistra e in particolare sul parafango”.
Nella terza e ultima ispezione è stata verificata “la visibilità anteriore” all’interno dell’auto e il funzionamento dei sensori anteriori per segnalare la presenza di un ostacolo.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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