Commenta

"Il forte di Mwakete" Romanzo di Silvestro Volta a SpazioComune

silvestro-volta

Il romanzo inedito di Silvestro Volta, straordinaria figura di missionario, medico, filosofo e psicologo. “Il forte di Mwakete” verrà presentato giovedì 31 gennaio (ore 17) nella Sala Eventi SpazioComune. Un appuntamento organizzato da Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus con il patrocinio del Comune di Cremona. Presentano Claudio Fraccari, insegnante, giornalista, curatore editoriale della pubblicazione, Giovanni Borsella, insegnante, giornalista, critico letterario. Coordina Claudio Ardigò, critico letterario.

“Il forte di Mwakete” rappresenta un lascito di enorme importanza per valutare l’opera complessiva di Silvestro Volta. Un’opera costituita prima di tutto da eventi esistenziali, da volontà morale, da riflessione sull’uomo. Tutti i suoi scritti, che spaziano dalla saggistica alla letteratura, dimostrano dell’autore l’idea di un’umanità fragile e fallibile, eppure proprio per questo degna di amore, di considerazione, di pietà. Non è affatto automatico che un missionario, come lui fu a tutti gli effetti, allarghi il raggio d’azione della sua missione ai territori virtuali della coscienza. Eppure è esattamente quel che emerge da questo romanzo. Attraverso tre generazioni, le vicende private di una famiglia si stagliano sullo sfondo di eventi e luoghi remoti (le due guerre mondiali e la colonia africana del Tanganika). Lo sguardo femminile che prevale rivela un grumo di angosce e frustrazioni, di piccole vittorie e grandi sconfitte – esito dello scontro dell’idealità con la realtà. Ne fuoriesce una sorta di storia e geografia della coscienza umana, nella sua oscillazione continua fra anima e psiche. Fa da perno il forte militare del titolo, con la sua lunga, persistente, simbolica ombra.

Silvestro Volta nato a Rivarolo Mantovano il 26 febbraio 1910, dal seminario di Cremona a 19 anni entra nell’istituto dei missionari saveriani di Parma. Ordinato sacerdote il 7 gennaio 1934, è inviato parroco a Capriglio, un villaggio dell’Appennino parmense a circa 1000 metri. A Capriglio trova gente semplice e buona e ne è conquistato. I giorni e le persone del paese sono state fissate per sempre in un suo libro, dal titolo caratteristico: “Il volto di ognuno”. A Capriglio rimane fino alla fine della seconda guerra mondiale, prodigandosi a favore del paese, diventato rifugio di partigiani e obiettivo di ripetute scorrerie tedesche.
Finita la guerra, nel 1947 padre Silvestro parte per le missioni. Fu medico in Cina, finché fu cacciato dai comunisti di Mao Zedong nel 1951. Sapendo che in Sierra Leone, nell’Africa occidentale, c’era bisogno di un medico per un ospedale appena fondato, vi accorse e si dedicò tutto alla cura dei malati (dal 1959 al 1961); ma ripetuti attacchi di malaria lo costrinsero a tornare in Italia. Altre emergenze lo portarono nelle missioni del Congo e della Tanzania, e infine nell’Amazzonia Brasiliana, dove avrebbe voluto viaggiare lungo i fiumi su un battello-ospedale per soccorrere i malati. Il progetto restò nei sogni, ma è indice del suo animo generoso e dei suoi ideali senza confini.
Operato per una semplice ernia, muore per improvviso collasso cardiaco il 31 ottobre 1979 a Parma. Ha scritto monografie su temi pedagogici, filosofici e scritturistici, oltre a numerosi romanzi e testi teatrali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti