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Il calvario di un padre: "La mia ex mi nega di vedere mia figlia"

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Ha sporto denunce su denunce perché la  sua ex compagna non gli permette di  stare con la figlia. E questo nonostante una sentenza del tribunale dei minorenni di Brescia abbia disposto l’affido della figlia minore al padre in ore e giorni stabiliti. A processo davanti al giudice Pierpaolo Beluzzi c’è una cremonese che è accusata di aver violato gli obblighi imposti dalla sentenza che ha stabilito che il padre, 49 anni, può stare con la figlia il fine settimana alternato ogni quindici giorni dal sabato all’uscita della scuola alla domenica alle 21, durante le vacanze di Natale, dal 23 al 30 o dal 31 dicembre al 6 gennaio, due giorni a Pasqua e 15 giorni durante le vacanze estive da cominciare entro il 30 maggio di ogni anno. I fatti vanno dal 6 ottobre del 2008 al 4 aprile del 2009, quando la bambina aveva sei anni. In tutto questo tempo l’uomo non ha mai potuto avere alcun tipo di rapporto con figlia. Una situazione, a detta del padre, parte civile al processo, che va avanti ancora oggi. Un vero e proprio calvario per il 49enne, cominciato con la separazione dalla compagna che ora vive con la figlia nel cremonese. Secondo la sentenza emessa dal tribunale dei minori, l’uomo ha il diritto di telefonare alla bambina dalle 19 alle 20,30 tutti i giorni sul telefono fisso di casa, di versare alla madre 300 euro al mese, nonché partecipare alle spese mediche e scolastiche, documentate dalla madre, nella misura del 50%. Ma la donna non gli ha mai lasciato né parlare, né vedere la bambina. “Comportamento ostruzionista dell’imputata”, si legge nel capo di imputazione, e “annullamento della figura paterna” che non ha più potuto avere contatti con la piccola. Una situazione insostenibile per il padre, che però, nonostante le molteplici denunce, non è ancora riuscito ad abbracciare la sua bambina. In un’occasione era andato a scuola a prenderla, ma non l’aveva trovata, in tante altre aveva telefonato a casa dell’ex compagna, ma gli aveva sempre risposto la madre di lei che gli aveva detto che la nipote aveva la tosse, che quel giorno non era andata a scuola, alte volte il telefono non era raggiungibile, “probabilmente deliberatamente staccato”, e che la sua ex compagna gli ha sempre impedito di avvicinarsi alla bambina. “Davanti a mia figlia”, ha detto il 49enne al giudice, “ho sempre voluto evitare qualsiasi tipo di polemica nei confronti della madre per non turbare ulteriormente la piccola”. La sentenza sarà pronunciata al termine della prossima udienza.

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Commenti
  • ABC

    Ma gli assistenti sociali dove stanno ?????

    • Gianni

      Spesso sono proprio gli assistenti sociali che con la loro rigidità mentale parteggiano per l’uno o l’altro coniuge perpetrando disastri.

      • Angelo

        Io mia figlia non l’ho vista ne sentita per 18 mesi, e dopo tutto questo la mia ex moglie ha avuto il coraggio di dire che io sono sparito per un anno e mezzo nonostante abbianchiamato i carabinieri che mi avevano risposto che fino a quando non ce una sentenza non potevano far niente. Le assistenti sociali erano a suo favore a causa delle sue continue false lacrime. Risultato? Mia figlia che adesso ha 4 anni ,quando l’ho rivista neanche mi riconosceva e in più alla bimba é anche scappato che non puóprendere i miei regali altrimenti la mamma la sgrida.. fate voi come stiamo messi in questo paese. Sono solidale con tutti i papá come me e sono contro alle cosidette mamme che usano i propri figli facendogli del male, per le proprie vendette personali

        E

  • Valerio

    Il Giudice ascolta i due avvocati e poi siamo al punto di partenza!!
    Non ci sono Giudici in gradi di capire che un bambino ha bisogno di ambedue i genitori anche se separati o divorziati.

    • scintilla

      no non ci sono giudici in grado di valutare caso per caso,la giustizia è come una catena di montaggio,(a guadagnare sono solo gli avvocati a smenarci i padri e i figli)il padre separato è e rimane solo un problema economico per la giustizia italiana lo sò per esperienza vissuta.