Cronaca
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E' morto il partigiano 'Kiro' Fogliazza, simbolo della Resistenza

Nella foto, “Kiro” Fogliazza e Cremona Solidale

AGGIORNAMENTO – E’ morto Enrico “Kiro” Fogliazza, partigiano cremonese simbolo della Resistenza. Nato a Castelleone, avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 22 marzo. Si è spento alle 13 di lunedì a Cremona Solidale.

Di famiglia contadina, fu sindacalista e deputato al Parlamento dal 1953 al 1963. Fece 40 interventi e presentò 97 progetti di legge.

Il funerale civile si svolgerà giovedì: partenza alle 11 dalla sede Anpi in via del Foppone verso il cimitero.

LA SUA VITA NELLE FORMAZIONI PARTIGIANE
Dopo l’armistizio, avvenuto l’8 settembre 1943, molti soldati e giovani fecero la scelta di entrare nelle formazioni partigiane. Per Enrico fu una scelta difficile: lasciò, infatti, la moglie e la figlia Rosalba di venti mesi, cuore e famiglia, e scelse l’idea che presto si fece ideale. Si recò alla stazione e prese il treno per le valli piemontesi. Con lui c’erano altri sedici o diciassette ragazzi cremonesi che avevano fatto la medesima scelta ognuno all’insaputa degli altri. Subito vennero i disagi dovuti alla mancanza di adeguato abbigliamento, di un materasso o di un posto caldo in cui dormire. Il cibo era scarsissimo.

Due settimane più tardi, i rastrellamenti operati da tedeschi e fascisti fecero 26 vittime tra i partigiani, alcuni dei quali orrendamente torturati e poi massacrati. Una trentina i cremonesi che in seguito si fermarono a combattere; alcuni si ritirarono dalla lotta ed altri ancora andarono altrove. L’idea per il mantenimento dei “ribelli” venne proprio a Kiro (che aveva rinunciato anche al proprio nome e cognome per non mettere nei guai la famiglia). Sequestrare capi di bestiame alla mandria del re a Venaria Reale, passarli ai contadini in cambio dei bovini meno floridi.  Riso e grano vennero requisiti al Consorzio Agrario di Vercelli. Con quanto sopra si nutrirono i combattenti alla macchia e numerose famiglie sprovviste, spesso, del necessario. La popolazione, ben presto, divenne amica dei partigiani.

Con una brillante operazione militare di accerchiamento vennero recuperate molte armi efficienti presso la fabbrica di aerei di Corso Francia a Collegno. Al Colle del Lys, nel luglio del 1944, come detto, morirono 26 partigiani tra cui cinque cremonesi: Scala, Faleschini, Conca, Boccalini e Zaniboni. Il 23 marzo del 1945 morirono in combattimento, a Prà du Col, in Favella Val Susa, Deo Tonani, comandante cremonese della 17^ Brigata Garibaldi “Felice Cima” e “Pucci, Gino, Romualdo, Zini”. Racconti che appartengono alla storia.

LE ORIGINI E LE SUE ATTIVITA’ PIU’ RECENTI
Enrico Fogliazza, come accennatto, è nato a Castelleone il 22 marzo 1920, da una famiglia di 9 fratelli, con padre bergamino e madre casalinga. Giovanissimo affronta varie esperienze di studio e di lavoro pur di uscire dai confini del chiuso mondo della cascina. Impiegato alla Banca Popolare di Cremona, nella primavera del 1944, lo abbiamo detto, prende la via della lotta partigiana, operando in Val di Susa, con il nome di “Kiro”, come Commissario politico nella 17° brigata Garibaldi “Felice Cima”. Dopo la Liberazione continua l’impegno sociale e politico nell’Associazione nazionale partigiani d’Italia-Anpi, poi come Segretario responsabile della Confederterra Cgil, alla direzione delle dure lotte bracciantili che si sviluppano nella seconda metà degli anni ’40. Eletto Deputato per il Pci dal 1953 al 1963, nel 1964 fonda l’Alleanza Contadini di Cremona ed è assessore provinciale all’Agricoltura dal 1970 al 1975. E’ stato Presidente provinciale dell’Anpi di Cremona.

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