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Tagli al sociale, il sindacato: "Servizi per tutti, non solo per chi se li può permettere"

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Asili nido, mense scolastiche, tasse locali (vedi Imu e Tarsu), servizi per disabili e anziani come l’assistenza domiciliare. Tecnicamente, i “servizi a domanda individuale” che i comuni fanno sempre più fatica ad erogare a prezzi accessibili. Su questi temi e più in generale per capire se sia possibile non subire passivamente la crisi ma ricercare nuove strade per un welfare moderno, le segreterie confederali di Cgil Cisl e Uil stanno avviando una serie di incontri con i Comuni principali, nelle fasi preliminari di stesura dei bilanci.  Si chiama “contrattazione sociale territoriale”; a Cremona con l’amministrazione Perri è stata avviata anni fa e prosegue tra alti e bassi, mentre a Crema, dopo un incontro preliminare, se ne terrà un altro il 1 marzo con il sindaco (che ha la delega al lavoro) e gli assessori alle politiche sociali e al bilancio. Forse non casualmente, tre donne. “Il dialogo mi sembra partito bene – afferma Donata Bertoletti, segretario Cgil – Il nostro presupposto è che non si possa accettare l’idea di uno Stato minimo per i più deboli e con servizi a pagamento per i più fortunati, una prospettiva neoliberista, lontana dalla cultura che promuove la persona, la famiglia, le comunità locali e che invece condanna alla ricerca di risposte individuali”. In momenti di crisi è facile per il Comune tagliare sui servizi: “Invece questa è l’ultima cosa che dovrebbero fare: bene le riorganizzazioni; benissimo l’eliminazione degli sprechi; bene rivedere i meccanismi di compartecipazione alla spesa, purché chi ha più reddito partecipi effettivamente di più. Ma diciamo no ai tagli dei servizi”.

In effetti, anche l’assessore al Bilancio di Cremona R0berto Nolli si è più volte fatto promotore di una politica rigorista in cui chi ha di più contribuisca di più, spingendo allo stesso tempo sulla lotta ai “furbetti”. Stessa linea del sindacato, dunque? “Non esattamente – afferma Bertoletti – Naturale che il Comune non debba dare tutto a tutti gratis, ma debba differenziare la compartecipazione. Non sono d’accordo con l’assessore Nolli quando mette in pratica politiche per cui i servizi sono appannaggio di chi se li può permettere , con la motivazione che sono per l’appunto a domanda individuale e quindi non obbligatori. L’esempio più classico è l’asilo nido. Come si può pretendere che le donne partecipino più attivamente al mondo del lavoro, senza dare loro un servizio che le aiuti nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro? I servizi devono essere per tutti”. Come garantirli, quindi, a prezzi adeguati ai redditi delle famiglie? Prima di tutto con la lotta all’evasione ma qui c’è ancora molta strada da fare. “Inutile nasconderselo – afferma Bertoletti – per ammissione degli stessi Comuni, gli strumenti sono inadeguati. I Comuni non possono agire con verifiche dirette sui sospetti evasori, devono segnalarlo alla Guardia di Finanza che però – per scarsità di risorse umane – può concentrarsi solo sui casi di maggiore entità. Mi risulta che a Crema il Comune abbia segnalato 60 casi sospetti; 15 di essi “sostanziosi” ma di questi, solo 3 sono stati verificati, con esito positivo tra l’altro. E’ urgente che le autorità deputate a contrastare l’evasione siano dotate delle risorse necessarie per farlo. Anche perchè stanare i disonesti premia e motiva gli onesti”.

Nei prossimi giorni i sindacati incontreranno gli assessorati individuati dalla Giunta Perri nei quali si renderà necessaria una rivisitazione del budget: cultura, servizi sociali, politiche educative; periferie e cimiteri, ambiente, personale. Tra le richieste già avanzate, anche quella di rivedere il “patto anticrisi” sottoscritto nel 2009 con l’ultima amministrazione Corada, per la dilazione e sospensione dei pagamenti rette per i disoccupati. La correzione richiesta dal sindacato è che la misura venga correlata all’effettivo reddito dei lavoratori in modo da aiutare chi effettivamente non ha introiti.

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