Un commento

Nel centro di Cremona dodici stendardi artistici per la Settimana Santa

stendardi

Un percorso espositivo per le strade del centro di Cremona con opere iconiche aventi per soggetto un testimone delle fede o un’immagine che comunque ne rappresenta l’azione. “12 Testimoni della fede” è il titolo della progetto artistico della Diocesi di Cremona per la Settimana Santa. L’iniziativa era stata sperimentata per la prima volta il Venerdì Santo dello scorso anno con alcune proiezioni sugli edifici del centro storico in concomitanza con il passaggio della processione cittadina della Sacra Spina. Quest’anno l’opportunità di contemplare le opere realizzate dai giovani artisti del territorio e delle province limitrofe si estenderà all’intera Settimana Santa.

In tutto sono 21 le opere realizzate e riproposte per l’occasione sotto forma di stendardi: si tratta di ingrandimenti di immagini pittoriche, scultoree o elaborate digitalmente, figurative o con componenti di astrazione. Rappresentano tutte una esemplificazione del giovane pensiero iconico che si confronta con i temi del sacro.

Il progetto, ideato da don Angelo Maffioletti, e condiviso dalla Federazione Oratori Cremonesi, ha visto la partecipazione degli studenti del liceo artistico “Bruno Munari” (con le sedi di Cremona e Crema), l’Accademia di Belle Arti di Brescia “Santa Giulia” e Laba (Libera Accademia dei Belle Arti) di Brescia, oltre ad alcuni giovani artisti del territorio. Coordinamento artistico a cura del professor Adriano Rossoni.
Accanto alle realizzazioni artistiche, la figura di questi testimoni della fede è stata oggetto di approfondimento negli oratori della città. Così a scandire il percorso processionale saranno le riflessioni degli oratori di S. Abbondio, S. Ambrogio, S. Michele, S. Sebastiano, Beata Vergine di Caravaggio, dei frati Cappuccini di via Brescia e di alcuni altri gruppi giovanili. Testi che sono stati riadattati liturgicamente per la processione cittadina dall’Ufficio liturgico diocesano.

Le opere esposte

In piazza del Comune l’installazione della “deesis”, tema iconografico cristiano di matrice culturale bizantina, molto diffuso nel mondo ortodosso, con l’Agnello (simbolo di Cristo) tra la Madonna e San Giovanni Battista in atto di preghiera e supplica per i peccatori: si tratta di opere fotografiche a cura dell’Associazione “Una specie di spazio”.

Sono fotografie rielaborate con i moderni strumenti della tecnologia anche i Dodici apostoli collocati accanto (sei opere, con due discepoli ciascuna): proprio gli stessi studenti dell’Accademia S. Giulia si sono messi in posa per la realizzazione.

Predisposte, inoltre, 12 opere che propongono donne e uomini di ogni tempo e luogo che, seguendo Cristo, sono diventati luminosi testimoni della fede, della speranza e della carità.

Collocata accanto al massimo tempio cittadino l’immagine del patrono della città e della diocesi, sant’Omobono, realizzata da un giovane artista del territorio.

Il posizionamento delle altre opere lungo il percorso che sarà interessato dal passaggio della processione: largo Boccaccino, via Mercatello, corso Mazzini, piazza Roma (lato sud), corso Cavour, via Verdi, piazza Stradivari, via Baldesio e piazza del Comune. Le opere ripropongono: san Lorenzo con santo Stefano; san Francesco d’Assisi, Maria Goretti, Pier Giorgio Frassati, Edith Stein, padre Massimiliano Maria Kolbe, il vescovo Oscar Romero, don Jerzy Popieluszko, madre Teresa di Calcutta e don Pino Puglisi.

Nell’anno in cui si celebra il 50esimo anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II, non poteva quindi mancare un quadro che riproduce Giovanni XXIII con Paolo VI.

Per capire meglio le figure di questi testimoni sono stati predisposti alcuni totem con le agiografie e le indicazioni degli autori delle diverse opere.

Il senso del progetto

«Il progetto – spiegano gli organizzatori – intende essere, con modalità diverse, il proseguo di un’azione di incontro e dialogo tra giovane arte contemporanea e arte sacra. Rivolto ai giovani frequentanti percorsi formativi secondari e terziari (di indirizzo artistico per le proposte iconiche, di tutti gli indirizzi per le proposte testuali), ambisce a riproporre, per il secondo anno, un luogo  di riflessione sui temi dell’uomo e dell’esistenza, veicolato da interventi creativi ed espressivi su figure di uomini che, dalle origini ai nostri tempi, se pure nell’ambito della Chiesa, hanno rappresentato e rappresentano per le nuove generazioni possibili modelli di azione, impegno e sacrificio anche in ambito laico».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Sbattezzarsi è facile www.uaar.it

    Una raccomandata al parroco e la smetteranno di farsi forti del tuo nome sul registro dei battezzati. Battesimi fatti raccontando un mucchio di balle. La chiesa è potere e basta.
    Chi ha fede non la perdere cancellandosi dall’elenco dei battezzati. Se una persona crede nel valore del battesimo, nulla cambia. Il battesimo, anzi, come atto vissuto non è cancellato. È cancellato solo il nome e cognome sul registro. Se non ci fosse il registro dei battezzati, che serve a chiedere soldi pubblici e a dire siamo in tanti, il problema dello sbattezzo non si porrebbe.