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Cioccolato, in regione settore in crescita A Cremona le imprese sono stabili: tiene il numero di stagionali

uova-cioccolato

Colombe e uova pasquali di pasticceria artigianale dalle vetrine sfidano la crisi. Eppure tra i giovani fare il pasticcere sembra perdere appeal. In Lombardia tra le nuove imprese iscritte nei settori di produzione e commercio di “dolciumi” nel corso del 2012 solo il 31,1% è un’impresa giovane (era il 34% nel 2011). Per mettersi in proprio meglio il “salato”: più della metà delle nuove gastronomie in Lombardia è stata aperta nel 2012 da un under 35.
Complessivamente nel 2012 la Lombardia, con quasi 4.200 imprese attive, rappresenta il 14% del settore relativo alla produzione e alla vendita di cioccolato e prodotti dolciari in Italia. Il settore cresce in regione del +2,2% e a livello nazionale del +1,5%. Milano, con 1.443 imprese attive, rappresenta più di un terzo dell’industria dolciaria regionale e cresce del +1,1%. Seguono Brescia con 553 imprese e Bergamo con 402. Crescono Lodi (+14,5%) e Monza e Brianza (+4,7%). A Cremona le imprese nel 2012 sono 156 (erano 155 nel 2011), sostanzialmente stabili. Con il nostro -0,60% sull’anno precedente, siamo gli unici negativi in regione insieme a Mantova che fa segnare -2,10%.
In Lombardia pasticceri, gelatai e panettieri sono le categorie più rappresentate mentre sono 66 le aziende produttrici di cacao e cioccolato. E i “dolci” italiani viaggiano all’estero Cresce l’export di “dolci” e cioccolato italiano nel mondo: le esportazioni di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie fanno registrare +16% dal 2011 al 2012. Si esporta per 1,4 miliardi di Euro e si importa per 790 milioni di Euro. È quanto emerge da elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza e della  Camera di commercio di Milano su dati Registro Imprese e Istat Coeweb.
A Cremona le ditte più grosse che producono uova di Pasqua e prodotti di cioccolato sono Wal-cor di Pozzaglio ed Uniti (primo produttore italiano), Witor’s di Corte de’ Frati e Vergani. “Sicuramente – dice Rita Orsini, alimentarista della Cgil – il settore cioccolato e dolci, non producendo beni di prima necessità, sente la crisi anche sul territorio, basti pensare che nel 2012 in generale si è registrato un calo del 6-7% del consumo di cioccolato. Una nota positiva è che le aziende non hanno diminuito il numero degli stagionali chiamati a lavorare per il periodo Natale e Pasqua. Alcuni vengono chiamati a dicembre, anziché ad ottobre, ma comunque vengono confermati”. Per conoscere l’andamento 2013 della vendita di uova di Pasqua nel cremonese, tuttavia, bisogna aspettare. “Le aziende – spiega Orsini – forniscono le uova ai supermercati in conto vendita. I prodotti incenduti, vengono resi alle ditte. Solo con quei numeri è possibile tracciare un quadro più preciso”.

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