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A palazzo comunale le opere del pugliese Virgilio Vairo

quadri

Dal 16 al 30 aprile saranno esposte nella Sala Alabardieri di Palazzo Comunale le opere di Virgilio Vairo, pittore di origine pugliese residente a Como sin dal 1961. La mostra, aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17 (lunedì chiuso), ad ingresso libero, rientra nelle iniziative dell’Assessorato alla Cultura volte a promuovere l’arte contemporanea non solo di artisti locali ma anche provenienti da altre zone italiane.

I 40 lavori esposti costituiscono un distillato della sua pittura concentrata sullo studio del rapporto tra forma ed equilibrio senza mai dimenticare le radici legate a soggetti concreti inseriti in un contesto di atmosfere e astrazioni. Le tematiche presentate saranno, in questa esposizione, le geometrie urbane care all’artista e in evoluzione dagli anni ‘70, i riflessi di luce degli anni  ‘90  che ben si coniugano con il delicato gioco delle reti dei più nuovi  trabucchi adriatici: “quelle strane macchine da pesca tutte composte da  tavole e travi simili a dei ragni colossali”, come amava definirli Gabriele D’Annunzio ne Il Trionfo della Morte.

Questi ultimi lavori costituiranno il tema dominante della mostra con un evidente messaggio al loro recupero per il godimento di future generazioni. Il visitatore potrà apprezzare nell’elegante cornice espositiva i diversi cromatismi che conducono al “cuore” dei toni caldi in alcuni pannelli dedicati ai rossi. Verso la fine del percorso si potrà notare, altresì, come la piattaforma di un trabucco diventi pretesto per una serie di composizioni di stampo razionalista.

“Ho voluto rendere omaggio a quella fertile stagione riconducibile alla grande scuola di architettura del Novecento italiano che mi ha dato modo di sviluppare lo studio delle forme puntando alla  purezza e all’equilibrio”, dichiara l’artista Virgilio Vairo.  “Il risultato? Un esaltante connubio tra le tematiche e i soggetti legati alla mia terra, la Puglia, e lo studio rivolto ad una sintesi di ispirazione razionalista in costante contatto con le atmosfere lombarde.”

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