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'Eco-disastro' di Bagnoli, le parole di due imprenditori cremonesi

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Ci sono anche testimonianze di imprenditori di Cremona fra le carte dell’indagine che ha portato nei giorni scorsi al sequestro delle aree ex Italsider ed ex Eternit di Bagnoli, alla periferia di Napoli, con l’ipotesi di disastro ambientale. Le zone sarebbero notevolmente inquinate e gli interventi di bonifica, effettuati “solo virtualmente”, avrebbero “comportato una miscelazione dei pericolosi inquinanti su tutta l’area oggetto della bonifica con aggravamento dell’inquinamento dei suoli rispetto allo stato pre bonifica”. E’ quanto sostiene la procura napoletana. Sigilli, su richiesta del pm Stefania Buda, anche alla cosiddetta “colmata” mai rimossa del quartiere. Le accuse sono di disastro ambientale e truffa. Oltre 20 gli indagati, fra cui ex vertici di Bagnolifutura, funzionari dell’Arpa e del Ministero dell’Ambiente. Mentre Bagnolifutura sta decidendo se impugnare al Riesame il decreto di sequestro, emergono fra gli atti, come riporta Repubblica, le parole di due imprenditori di Cremona. Impegnati nel 2009 in uno dei cantieri di Bagnoli, sono stati sentiti dagli inquirenti. Hanno parlato, come si legge nel provvedimento notificato giovedì e ripreso dal quotidiano nazionale, di “una serie di problematiche, inadeguatezza dei cantieri, totale assenza di controlli, anomalie, inosservanza di tutte le procedure e le prassi sempre riscontrate in altri cantieri”.

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