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Settore manifatturiero, numeri ancora negativi "Servono misure urgenti"

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“Le nostre imprese vivono una situazione ancora molto difficile. E’ l’incremento degli ordinativi esteri a rendere meno negativa, soprattutto per le aziende più strutturate, la situazione. Per tornare a crescere, è evidente, servono misure urgenti e uno sforzo comune, a tutti i livelli”. Sono le parole utilizzate dal Presidente della Camera di commercio Gian Domenico Auricchio per introdurre l’ultima analisi congiunturale relativa al primo trimestre 2013 del comparto manifatturiero cremonese. “Ridare liquidità alle nostre imprese è oggi la priorità – sottolinea Auricchio – senza trascurare innovazione e internazionalizzazione come leve competitive su cui puntare, e proprio su queste tematiche come Camera di commercio siamo in prima linea accanto alle nostre imprese, moltiplicando gli sforzi per cercare di aprire nuove prospettive per la ripresa”.

Come si legge nella nota diffusa dalla Camera di commercio, il primo trimestre 2013 presenta dati tendenziali, vale a dire rapportati allo stesso trimestre dell’anno precedente, ancora negativi: i dati corretti per il numero di giorni lavorativi della provincia di Cremona sono generalmente peggiori di quelli registrati nel trimestre scorso. La produzione e gli ordinativi interni calano di oltre il 3% e addirittura al -5% è la variazione annua del fatturato. A parziale compensazione, si registra una buona ripresa della domanda estera (+5%) e un numero di addetti che, su base annua, è ancora in crescita dello 0,6%.

I dati tendenziali lombardi, prosegue il dossier camerale, sono tutti negativi e, fatturato a parte, peggiori sia di quelli cremonesi sia di quelli della rilevazione precedente. La produzione e la domanda interna calano ben oltre il 3% ed anche la domanda estera segna il passo con un arretramento dello 0,3%. Il fatturato, dopo la minima crescita di fine 2012, ritorna a scendere del 2,5% e l’occupazione conferma la precedente diminuzione dell’1,2%. Il dato tendenziale sulla produzione industriale nel presente trimestre distinto per tutte le province lombarde, vede Cremona sostanzialmente allineata rispetto alla media regionale.

Il primo trimestre 2013, sottolinea la Camera di commercio, ha visto il dato destagionalizzato della produzione industriale cremonese calare dell’1% rispetto al trimestre precedente, in peggioramento rispetto alla situazione di sostanziale tenuta manifestata nel periodo ottobre-dicembre 2012. Con la produzione, tornano in territorio negativo anche gli ordini interni (-1,3%) ed il fatturato (-2,5%) e l’unica nota positiva viene dal settore estero (+1,3%). Mentre rimane stabile il livello occupazionale, sembra riprendere vigore il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, almeno in riferimento al suo effettivo utilizzo. Alla componente ordinaria ha infatti fatto ricorso il 27% delle imprese manifatturiere cremonesi contro il precedente 24% e la CIG ha coperto il 2,2% del monte ore complessivo, quasi triplicando il dato dello 0,8% del trimestre scorso, ma rimanendo appena al di sotto della media lombarda.

A livello congiunturale, il peggioramento diffuso è condiviso dall’intera Lombardia che vede però un dato produttivo considerevolmente più critico, al -2,4%. Il fatturato e la domanda interna, rispettivamente al -1,5 e -1%, calano meno che in provincia di Cremona, ma assai preoccupante è il sensibile rallentamento (-0,4%) anche della domanda proveniente dall’estero cha fa venir meno la più importante ancora di salvezza degli ultimi anni. Mentre l’occupazione scende di un modesto 0,2%, come anticipato, i ricorsi lombardi alla CIG ordinaria sono superiori rispetto al dato cremonese, visto che hanno interessato oltre il 28% delle imprese ed il 3,7% del monte ore complessivo.

L’artigianato produttivo continua a presentare esclusivamente segni negativi, sia a livello congiunturale che tendenziale. Rispetto al trimestre scorso tutti gli indicatori subiscono un calo compreso tra l’1 e il 2%, che arriva però al -2,7% per il fatturato che si conferma, anche nell’artigianato, la variabile più in sofferenza. Su base annua, l’occupazione è data in calo del 5%, mentre per gli altri indicatori si va dal -6,3% della produzione al -7,5% del fatturato.
A confermare la situazione congiunturale negativa è anche la demografia imprenditoriale cremonese caratterizzata, nel primo trimestre 2013, da tassi di natimortalità peggiori sia rispetto alla media dell’intera Lombardia, che nei confronti dei dati precedenti. Le consistenze a fine marzo sono al quarto calo annuo consecutivo e nel 2013 raggiungono il punto più basso dal 2005.

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