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Asili e servizi sociali assessori preoccupati per l'ipotesi rialzo tariffe

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Sono i servizi più delicati del Comune, quelli dove nessuno riesce a far pareggiare i conti. Servizi sociali, asili nido e scuole materne, questi ultimi vanto della tradizione cremonese, ora sempre più minacciati dall’impossibilià per il Comune di tenere gli stessi livelli di spesa del passato. I circa 8 milioni di sbilancio tra entrate e uscite nei vari settori, che il vicesindaco Nolli ha comunicato in settimana agli assessori, pesano sul futuro di questo come di altri servizi, che andranno necessariamente ripensati.

‘Vorrei che nulla venisse toccato dei servizi alle Politiche Educative’, afferma l’assessore Jane Alquati. ‘Abbiamo trovato un servizio eccellente e tale lo stiamo continuando a garantire. Anche gli ultimi dati di customer satisfaction, che stiamo ancora elaborando, confermano il gradimento di oltre il 90% degli utenti. E’ vero, i servizi educativi costano tanto per loro natura. Una scuola materna ha un costo di circa 500.000 euro l’anno. L’ottimizzazione delle risorse si può applicare, ma fino a un certo punto: maestri ed educatori non si possono spostare da un ufficio all’altro’. In generale, nido e materne hanno una copertura da tariffa che arriva appena al 22% del costo del servizio. Il resto lo mette il Comune.

Qualche risparmio deriverà dall’applicazione del nuovo regolamento d’accesso da settembre prossimo, con maggiori punteggi per i figli con entrambi i genitori lavoratori, diminuendo o azzerando il numero di utenti che pagano – per il nido ad esempio – la retta minima di 50 euro al mese. Per altre categorie di genitori, come i disoccupati, che in tal modo faranno più fatica ad inserire i bambini nei nidi,  il comune implementerà i servizi del Centro prima infanzia, con orari più leggeri e personale con altre qualifiche.

Quella che si aprirà lunedì sarà una settimana decisiva per il bilancio comunale 2013. Tecnici e politici cercheranno di capire come coprire lo sbilancio e, messi in contro circa 3 milioni di ottimizzazione, ci sarà da agire anche sui servizi a domanda individuale, visto che il vicesindaco intende attivare la leva fiscale su Imu e Irpef solo some ultima ipotesi.

Preoccupato della situazione è anche l’assessore ai Servizi sociali Luigi Amore. ‘L’ottimizzazione mi sta benissimo – afferma  a proposito di una diversa allocazione delle risorse umane e del rientro di alcuni servizi oggi esternalizzati -. Come servizi sociali, con due amministrativi e un assistente sociale in più potremmo reggere l’impatto del rientro a gestione diretta degli alloggi comunali, affidati in convenzione all’Aler un paio di anni fa. Ma mi chiedo – se ciò accadrà – come faremo a garantire la manutenzione del patrimonio. Piccoli problemi oggi possono trovare facile soluzione immediata, anche il giorno stesso, con i tecnici dell’Aler. Se rescindessimo la convenzione non so quali risorse interne potremmo attivare. E nel sociale, problemi di piccoli entità che però si trascinano nel tempo, diventano sempre più difficili e dispendiosi da risolvere’.

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