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Sequestrata, picchiata e violentata: marito geloso alla sbarra

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Si erano conosciuti durante un viaggio e si erano innamorati. Davide, 31 anni, di origini meridionali, carpentiere di professione, e Nora, 24 anni, si erano sposati a Cremona ed avevano avuto una figlia. Con il passare del tempo, però, i rapporti coniugali si erano logorati. Lui, estremamente geloso e possessivo, e lei con più voglia di libertà. Tanto che un giorno Nora aveva lasciato marito e figlia e si era rifugiata a Modena. I due coniugi continuavano a sentirsi per telefono, ma il marito, ancora innamorato, aveva cercato invano di rintracciarla. Fino a quando su Facebook aveva saputo che Nora era a Modena.

Nell’ottobre del 2011 i due si erano rivisti: per l’accusa, lui l’aveva supplicata di tornare a casa, e al suo rifiuto l’aveva caricata in macchina con la forza, portata a Cremona, malmenata, segregata in casa due giorni e violentata due volte. Davide è finito a processo insieme a due amici: un 24enne e un 23enne. Davide e il 24enne sono accusati, in concorso, di sequestro, per aver costretto Nora a salire a bordo della Bmw di Davide e di averla costretta a rimanere due giorni in casa. Di notte chiusa nell’abitazione, e di giorno guardata a vista per evitare che si allontanasse. I due uomini sono anche accusati di lesioni in quanto, una volta costretto la donna a salire in macchina, l’avevano malmenata, colpendola con schiaffi, pugni e morsi, provocandole ematomi e graffi su tutto il corpo.

Il solo Davide, invece, è accusato di violenza sessuale e di minacce di morte nei confronti della moglie: “Io sono un uomo d’onore, ti faccio a pezzi stasera”, le aveva detto. Poi le aveva puntato un coltello alla gola dicendole che l’avrebbe uccisa e infine l’aveva costretta a subire due rapporti sessuali.

L’altro amico di Davide deve invece rispondere del solo reato di minaccia, perché con un coltello aveva minacciato di morte Nora.

A processo la donna si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Domenico Ippolito del foro di Modena. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Cogrossi, Fabrizio Vappina e Maria Teresa Cavalca. “Davide aveva chiesto a Nora di tornare a casa”, ha detto l’avvocato Vappina. “Lei si era commossa, perché voleva vedere la bambina. Non c’è stata alcuna violenza. I due prima avevano bevuto. Nessuno aveva costretto la moglie a salire in macchina”. Per la difesa, non è vero che il marito l’aveva tenuta segregata. “Uscivano a fare la spesa e a mangiare”.

Oggi Nora non vive più a Modena. Lavora nel nord Italia e si è rifatta una vita.

Il processo si celebra a porte chiuse. Oggi sono stati sentiti gli investigatori e l’ex datore di lavoro. La prossima udienza, con l’audizione di altri testi, è stata aggiornata all’8 ottobre.

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