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Stazione inquinata: sopralluoghi e prelievi In campo Arpa, Asl, Noe

stazione

Entrano nel vivo le indagini sul sequestro operato nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucelo Operativo Ecologico (Noe) di Brescia delle due aree dello scalo ferroviario di Cremona dove sono state ammassate montagne di rifiuti pericolosi, tra cui amianto e sostanze cancerogene. All’inizio della prossima settimana i responsabili dell’Arpa, dell’Asl e gli stessi militari del Noe al comando del capitano Alessandro Placidi effettueranno un sopralluogo all’interno dei due scali della stazione, complessivamente un’area di  41mila metri quadrati, e cominceranno i primi prelievi che permetteranno di stabilire l’effettiva pericolosità di quanto rinvenuto, la potenziale contaminazione del terreno e dei due canali che scorrono nelle vicinanze e gli eventuali rischi per la salute. Il lavoro degli esperti si concentrerà nell’area denominata “Squadra Rialzo”, nascosta alla vista dei passanti da un muro di cinta alto oltre due metri che costeggia la via della Vecchia Dogana arrivando fino a Brescia, e l’area denominata “Cremonella”, adiacente all’omonimo canale. Nell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Francesco Messina, ci sono due indagati: si tratta dei due responsabili dei due scali inquinati. La loro iscrizione sul registro degli indagati è un atto dovuto. Le eventuali responsabilità, infatti, sono ancora tutte da valutare. Per il momento i reati ipotizzati sono quelli di abbandono incontrollato, gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non e omissioni in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nelle due aree sotto sequestro i carabinieri hanno trovato uno svariato quantitativo di rifiuti speciali costituiti da detriti ed inerti da demolizione, pneumatici, pastiche varie, rottami ferrosi, cisterne, macchinari in disuso e bombole di gas. Hanno inoltre rinvenuto pannelli in fibrocemento sfaldati contenenti eternit. L’amianto era abbandonato proprio nei pressi del canale Cremonella. Trovate anche numerose traversine ferroviarie contenenti creosoto, sostanza cancerogena che deriva dal petrolio. Scoperte nella zona, inoltre, due locomotive piene di carbone, molto probabilmente radioattivo, di cui una quantità all’aria aperta.
Il lavoro degli inquirenti va avanti anche per ciò che riguarda il sequestro all’ex Macello, l’area di 28mila metri quadrati di proprietà dell’Aem dove è stata accertata la presenza di uno svariato quantitativo di rifiuti di demolizione, fresato d’asfalto e rottami ferrosi privi di indicazione e in evidente stato di abbandono.

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Commenti
  • Elia Siacca

    come sempre per anni non ci si accorge di niente, poi di colpo tutti diventano responsabili e buttando fumo negli occhi, iniziano le indagini i controlli ecc, meno male che ci sono i carabinieri del NOE a cui vanno i miei ringraziamenti, per il lavoro svolto in sostituzione delle istituzioni pigre che non escono dagli uffici e aspettano le segnalazione da fuori di qualche cittadino consapevole, purtroppo il sistema è bacato e a volte connivente, se non intervenivano i carabinieri l’andazzo sarebbe andato avanti per altri decenni povera Cremona, in mano agli incompetenti, che non vedono non sentono e non parlano questi professionisti il più delle volte sono imposti dai partiti con il solito sistema clientelare