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Pugnoli (Ascom): 'Comune testardo non si accorgono di come è ridotta la città'

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Sopra, Pugnoli e un negozio chiuso (foto Sessa)

Per l’Ascom non cambia niente, o quasi. Le risposte della giunta Perri alle osservazioni al Pgt (tra le quali figurava quella contraria al polo commerciale di via Mantova) non soddisfano il presidente dei commercianti cremonesi Claudio Pugnoli. ‘Cosa posso dire, vanno avanti per la loro strada e di conseguenza ognuno percorrerà la strada che crede.  Vedremo cosa succederà da qui a un mese quando il Pgt arriverà in consiglio comunale. Hanno messo sul piatto della bilancia da una parte il Pgt e dall’altra il bilancio: se non passa uno non passa neanche l’altro. Mi sembra invece che siano due cose ben distinte’.

Il contentino dato dal Comune ai commercianti consiste in una riduzione delle superfici destinate a medie strutture di vendita, nell’ambito di trasformazione di  S.Felice lungo via Mantova. Ma il quadro non muta. Il rischio di aggregazioni commerciali a un passo dalla città e quasi senza soluzione di continuità con l’Iper di Gadesco, esiste ancora. ‘Onestamente – afferma Pugnoli –  non si capisce perchè abbiano fatto questa variante e non si comprende la testardaggine nel portarla avanti’.

Tra le controdeduzioni si legge che le medie strutture di vendita non hanno penalizzato il commercio di vicinato perchè dal 2009 non ne vengono più autorizzate, ma la crisi continua ancora. ”Beh, certo  – conclude Pugnoli – ci hanno pugnalato una volta e ci dicono che non lo hanno fatto più. Ma la ferita sanguina ancora, forse non si rendono conto della città e di come è ridotto il commercio. Vanno avanti imperterriti, alcuni più, alcuni meno’.

Il riferimento è alle divisioni all’interno della maggioranza: voci rigorosamente non  ufficiali che vedrebbero una parte nettamente schierata con il commercio cittadino e contro lo strumento urbanistico che porta la firma di Carlo Malvezzi (mai visto di buon occhio dalla categoria); dall’altra una consistente fetta (quella laica e in parte ex An) del Pdl, a cui non dispiacerebbe veder crollare l’impalcatura urbanistica costruita fin qui. A meno di un anno dalle elezioni, una parte di maggioranza che tiene in scacco l’altra parte, col rischio di affondarsi reciprocamente.

Per contro, nel suo ultimo intervento in commissione, il capogruppo Pd Maura Ruggeri aveva chiesto che si discutesse nel merito degli indirizzi per le controdeduzioni, quantomeno per quelle osservazioni di carattere generale come quella proposta dalle associazioni del commercio, mostrando grande vicinanza alle preoccupazioni espresse dalla categoria.

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Commenti
  • Gino

    Un suggerimento ai commercianti cremonesi: provate ad attirare i clienti almeno con la buona educazione, la cortesia probabilmente è fuori dalla vostra portata.

    • Giulia

      O anche abbassando i prezzi! Perchè io con 400 euro mi ci pago l’affitto, non un paio di scarpe!!!

      • Talos

        Il problema dei 400,00 per un paio di scarpe, secondo me, è dovuto al monopolio di vendita di determinati articoli solo presso alcuni negozi. Se invece ci fosse maggiore concorrenza probabilmente i prezzi non sarebbero stratosferici!
        Ecco perché si preferisce “emigrare” in altre città dove c’è maggiore concorrenza e vasta scelta.

  • Barber

    Pugnoli, taja i barbis!

  • ma se quando cè la possibilità di guadagnare il 90Þi negozi rimane chiuso!!setimana scorsa durante le varie manifestazioni(corde dell anima e domenica quella di triatlhon)quasi tutti i negozi erano chiusi!!e nn c erano in giro solo cremonesi,ma moltissimi turisti!alla fine son lacrime di coccodrillo!
    ora tireranno in ballo i costi percui non ne vale la candela tenere aperto..ma manco ci provano eh…