Un commento

Scuole: nessuna moratoria, rette subito Giunta: fondo per nidi pubblici e privati Approvato il bilancio 2013

rette

Sopra, famiglie in comune (foto Sessa) e in cortile Federico II

foto Sessa

Approvato il Bilancio 2013 che alza l’Irpef da 0,65 a 0,80% e l’Imu per le abitazioni diverse dalla prima casa da 0,93 a 0,98%. In primo piano il cosiddetto ‘caro scuola’, rincaro tariffe negli asili e introduzione rette nelle scuole dell’infanzia. Dalle 17, in Sala Quadri si sono affollati genitori e bambini che in mattinata avevano protocollato 980 firme contrarie.
Durante la seduta, sono stati fatti tentativi da parte delle opposizioni per bloccare le tariffe. Al termine della discussione, l’emendamento di Pd e Quinzani (utilizzare 100mila euro del Ponchielli per bloccare le rette) è stato bocciato. Sull’ordine del giorno (moratoria rette per anno scolastico 2013/2014) 21 astenuti (tutto il Pdl) e 13 favorevoli: non approvato. Dunque, nessun congelamento delle rette che partiranno con l’anno scolastico 2013/2014. Solo un impegno del sindaco a “mitigare le tariffe nelle scuole”.
Confermate, infatti, – come anticipato da Cremonaoggi (leggi l’articolo) – “risorse inaspettate dalla Regione che renderanno meno impattanti le tariffe in asili e nidi, da gestire tra Servizi Sociali e Politiche Educative”, ha detto l’assessore alle Politiche Educative Jane Alquati. “Il problema dei nidi è un problema del territorio – ha detto l’assessore Amore – Il 27 giugno è stato stanziato al fondo sociale dell’Azienda Sociale Cremonese 1milione 245mila, 400 mila euro in più dell’anno scorso per 47 comuni. La proposta che farò al Cda dell’Azienda Sociale del Cremonese, in qualità di presidente, sarà quella di stornare 50mila euro per i nidi, 50% per privati, 50% per pubblici. Più altri 35mila per la scuola dell’infanzia. La compartecipazione però rimane, ma il fondo è una sicurezza per genitori e bambini”.

LA MORATORIA DI QUINZANI E PD

E’ stato presentato l’emendamento di Pd e Quinzani che ha chiesto di congelare il ‘caro rette’, coprendo la spesa con 100mila euro di tagli al Ponchielli. “L’opposizione non sa solo dire no – ha detto Quizani di Cremona per la Libertà – Il senso del nostro emendamento è questo: ovvero che, legittimamente, si porta avanti una scelta politica che non condividiamo. Troviamo scorretto introdurre le rette nelle scuole dell’infanzia a scelte delle famiglie già fatte. Vi stiamo dicendo, riparliamo l’anno venturo con calma. C’è la voglia di sedersi a discutere, ma non facendo piombare sulle teste dei genitori le tariffe. Anche alcuni consiglieri di maggioranza mi hanno chiesto di presentare questo emendamento”. Accanto all’emendamento, l’ordine del giorno del Pd che ha chiesto “un impegno preciso di una moratoria per l’anno scolastico 2013/2014 e dell’apertura di un confronto con forze sociali e genitori sul servizio a tutto campo”.

IL SINDACO: ‘MI IMPEGNO CON I GENITORI PER MITIGARE LE RETTE’

“Il bilancio non è un problema di parte politica, ma di tutte le amministrazioni locali – ha detto il sindaco Oreste Perri, cominciando ad illustrare la manovra della Giunta – La diminuzione delle spese è una strada fondamentale che, però, noi abbiamo già intrapreso. Consideriamo che il fieno si mette in cascina d’estate per usarlo d’inverno, cosa che non è stata fatta in periodi migliori da passate amministrazioni. Abbiamo tagliato i nostri stipendi del 40%, dell’80% le spese di rappresentanza, il numero dei dipendenti, le consulenze che devono arrivare a zero perché abbiamo il personale interno. Siamo passati da 27milioni a 25milioni in 5 anni”.
Un passaggio particolare sull’emendamento di Pd e Quinzani che proponeva di tagliare fondi al Ponchielli per non alzare le rette nelle scuole comunali. “Azzardato – ha commentato Perri – soprattutto da chi in passato ci ha investito tagliare al Ponchielli”. “Il Museo del Violino? Quel palazzo valeva 6milioni di euro ora ne vale 22 – ha detto il sindaco – La Fondazione che gestisce è partecipata attivamente dal Comune. Sul parcheggio di piazza Marconi e l’aumento dei ticket, paghiamo le scelte del passato. Il bilancio è difficile, siate comprensivi con noi. Non parlate a sproposito”.
“Mi impegno personalmente con i genitori – ha concluso il primo cittadino – a mitigare le rette nelle scuole attraverso il reperimento di fondi e attraverso il confronto con i genitori. Il costo mensile per ogni bambino è di 600 euro, la compartecipazione richiesta è di 30-70 euro”.

“Il Comune ha avuto 9milioni e 200mila euro in meno di entrate e 3milioni di spese aggiuntive – ha detto il vicesindaco del Comune e assessore al Bilancio Roberto Nolli – Il fatto è che dal 2009 i cittadini di Cremona non si sono accorti che la situazione è cambiata, visto che non abbiamo tagliato servizi, la copertura è bassa, non abbiamo lasciato a casa personale. Per quanto riguarda le rette, mi impegno a pensarci”.

“Enormi sforzi dell’assessorato in termini di proposte e di valorizzazione degli sponsor. Non ci siamo adagiati e rassegnati rispetto alla scarsità di risorse, ma abbiamo fatto il massimo portando i musei cittadini a svolgere motore di stimolo”, l’intervento dell’assessore alla Cultura Nicoletta De Bona.

Sottopassaggi, cavalcavia del cimitero, via Mantova (entro settembre), barriera antirumore allo Zaist. “Opere pubbliche di responsabilità, non di facciata e la maggior parte con finanziamenti dall’esterno”, ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Zanibelli.

“Abbiamo discusso di 8mila metri quadrati per il Pgt e di 100mila euro per le rette – il pensiero dell’assessore all’Urbanistica Federico Fasani – Non sono questi i problemi . E vedrete che anche oggi dimostreremo che la maggioranza c’è. I cittadini sono stanchi delle beghe e delle scaramucce, vogliono che gli amministratori lavorino”.

“Abbiamo contratto la spesa di personale e l’incidenza di questa sui cittadini – ha spiegato l’assessore al Personale Maria Vittoria Ceraso – Faremo un riassetto, cercando di mantenere comunque l’efficienza e investendo in tecnologia. Per quanto riguarda le scuole, mi sono astenuta e ho tenuto un profilo basso perché non credo nelle visibilità personali ai fini di un consenso. Ho espresso criticità, non contrarietà assoluta. Ho sperimentato dieci anni di scuole comunali. Credo che alcuni servizi non possano essere dati gratuitamente. Il discorso è diverso per le materne che non sono servizi a domanda individuale. In merito a questo sono contraria alle rette, ma rimango in Giunta per passione e motivazione. Sono contenta dell’impegno preso dal sindaco”.

“Chiedo di stabilizzare le sette/otto figure precarie del Sociale – ha detto l’assessore ai Servizi Sociali Luigi Amore – Lo chiedo perché i risultati che abbiamo ottenuto sono stati raggiunti grazie all’assessorato che ha una struttura forte”.

I SINDACATI: “E’ MANCATO IL CORAGGIO DI FARE SCELTA CULTURALE DIVERSA”

“Noi speravamo che non cadesse nel vuoto  l’appello ad un radicale cambio culturale nel modo di intendere i servizi per l’infanzia, che non devono essere ritenuti servizi a domanda individuale, ma servizi per la collettività”. Monica Manfredini, segretario della  Cisl, commenta così la bocciatura dell’odg che prevedeva un diverso reperimento delle risorse nel bilancio 2013 per evitare gli aggravi sui costi delle rette. Manfredini è stata presente per tutta la giornata  in salone dei Quadri, insieme a Donata Bertoletti (Cgil) e Mario Penci (Uil), a cui si è  aggiunta nel pomeriggio una sempre più folta rappresentanza sindacale.

“Speravamo – aggiunge la sindacalista – che qualcuno della Giunta recepisse la nostra provocazione.  Chi ha il coraggio di fare figli, in questa società dove se ne fanno sempre meno, dovrebbe essere premiato, non penalizzato. Per questo l’investimento sui servizi educativi dovrebbe essere considerato un investimento per la collettività, proprio come  l’eliminazione dei passaggi a livello, e non un semplice servizio per le famiglie. Prendo atto che questo passaggio culturale non è stato recepito e temo che si sia solo all’inizio di una stagione. Anche scuole paritarie, nidi e infanzia, potrebbero essere toccate da questo nuovo corso”.

Bambini e genitori in cortile Federico II

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Commenti
  • claudio

    Mentre a livello nazionale il centro destra combatte per ridurre imposte e tasse a livello locale si aumenta Irpef ed Imu anche se solo su seconda casa….e non é una amministrazione di sinistra, come noto. Spendere meno e meglio probabilmente è difficile e comunque compete sempre agli altri ……. bell ‘esempio di coerenza politica !!