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Corso Garibaldi: contro nuova viabilità già partita una raccolta di firme

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A dieci giorni dall’avvio dell’isola pedonale in corso Garibaldi monta la protesta. L’umore dei commercianti è pessimo, la pedonalizzazione  chiesta quattro anni fa attraverso una raccolta firme non corrisponde più alle esigenze attuali, con una crisi che nel frattempo è andata peggiorando e con nessun investimento sul corso in termini di parcheggi gratuiti e di arredo urbano. Le critiche all’operazione  messa in piedi in tutta fretta dalla Giunta Perri  sono contenute in una lettera che sta circolando da ieri tra alcuni negozi del corso, quelli che hanno risentito di più della diminuzione del passaggio. Contiene l’invito al sindaco  di rivedere con urgenza questa scelta, se non vuole una mobilitazione eclatante nei prossimi giorni, sia dei commercianti che dei residenti. La lettera verrà inviata quando si sarà raggiunto un numero sufficiente di sottoscrittori. “Molti residenti vengono apposta per firmarla”, ci dice Chiara, titolare del bar tabaccheria Sport, all’angolo con Galleria Kennedy. Sono loro, esercizi pubblici e negozi di alimentari ad avere risentito maggiormente del calo di introiti derivanti dalla rivoluzione viabilistica. Sanno benissimo che luglio, per non parlare di agosto, sono mesi difficili, ma il calo quest’anno è troppo eclatante. Ecco perchè negozi come Pane e Amore, Forno Antico e lo stesso bar Sport  sono in prima linea nella raccolta firme, oltre a Sogni di carta, la cui titolare, Franca, animatrice dell’associazione Stradivariando che organizza eventi per rivitalizzare il corso, era stata tra coloro che avevano richiesto a suo tempo la pedonalizzazione. “Ma con altri presupposti – spiega adesso -.  Per prima cosa occorreva pedonalizzare fino a piazza Cittanova, perche è lì che ci sono i monumenti di maggiore interesse che costituiscono motivo di attrazione per una passeggiata. Se ci tolgono questa continuità, perchè mai una persona dovrebbe scegliere di venire a piedi lungo corso Garibaldi? Per quali attrattive? I nostri eventi non possono bastare per creare l’abitudine al passeggio. Questa pedonalizzazione  è demotivante, anche dal punto di vista dei parcheggi. Perchè non istituire la prima mezz’ora di sosta gratis al Villa Glori, ad esempio? E perchè non concedere il plateatico gratuito ai pubblici esercizi che lo desiderano?”.

Per i negozi di alimentari risulta molto penalizzante il fatto che i clienti non possano più accostare brevemente l’auto  per gli acquisti veloci, oppure per  la colazione o l’apertivo. Il caso di Simonetta, titolare insieme al marito di Forno Antico, è rappresentativo: “Abbiamo visto da subito gli effetti della pedonalizzazione. La prima settimana è stata drammatica, in questa invece, con alcune chiusure per ferie, abbiamo un po’ di movimento in più. Ma a settembre, quando saremo tutti operativi, la situazione si aggraverà”. Chi gestisce le panetterie – tre ne lfgiro di pochi metri –  sa benissimo che una volta persa la clientela perchè il giro con l’auto è cambiato, non la recupererà più. “Corso Garibaldi non è come corso Campi dove sono tutti negozi di abbigliamento – spiega -. Chi vuole comprare il pane o la frutta non paga il parchimetro per un’ora, lo fa solo chi è intenzionato a fare shopping e vedersi con calma le vetrine”. Stessa opinione di Federica, di Pane e Amore: “Se avessi guardato solo ai miei interessi non avrei chiesto la pedonalizzazione”, ci dice, “ma concordo che, su altri presupposti, avrebbe avuto un senso. I parcheggi sono troppo cari e da qui non passano autobus. In passato poi si ipotizzava un parcheggio in via Goito, al posto del Supercinema, che invece è tramontato. So bene in estate il calo è oggettivo, ma la differenza è evidente. In queste due settimane va abbastanze bene il lavoro nelle prime ore di mattina, quando passano le auto coi permessi, ma al pomeriggio potrei anche chiudere”.

Tra gli avventori del bar Sport parlano alcuni residenti: “I tempi sono cambiati, la gente non passa più di qui perchè d’estate vanno tutti alle canottieri o ai centri commerciali dove c’è più fresco”. “Ci sono troppi garages”, dice un altro.  “Io il 68% di favorevoli  alla pedonalizzazione proprio non lo vedo, nella mia esperienza”, ribadisce Chiara a proposito del risultato del sondaggio di Cremonaoggi. “Tra l’altro, per come è stata fatta, non la chiamerei isola pedonale, ma strada chiusa”. Giorgio Soldi, titolare del Té per Due, nella casa nuziale di Stradivari, rimanda ogni valutazione a dicembre, quando ci sarà modo di valutare gli effetti della pedonalizzaizone sul medio termine. “Ma qualche commerciante qui non avrà tempo di aspettare dicembre, perchè ci sono gli affitti e i dipendenti da pagare ogni mese”, dice Chiara. “Con la crisi in atto, era il caso di aspettare”, aggiunge. Contraria da sempre a modificare lo status quo, per le troppe esigenze contrapposte dei commercianti e dei residenti, è anche Giuliana Guindani, dell’omonima agenzia di viaggi. “Per noi non è cambiato nulla”, spiega “il nostro tratto di strada non è pedonalizzato. Inutile girarci attorno, il corso pedonale a Cremona è corso Campi. E a Milano, se vuoi andare in via Montenapoleone in auto, puoi. Detto questo, i tempi sono cambiati, l’abitudine al passeggio in centro è diventata cosa rara. Quando mai si vede oggi una famiglia passeggiare per il corso in una giornata che non sia domenica?  E purtroppo molte volte, anche in occasioni di eventi significativi, ho visto molti negozi chiusi su corso Garibaldi, nei giorni festivi.  Durante la settimana la gente lavora e ha fretta. Nel commercio è necessario adattarsi e modificare la propria attività a seconda delle abitudini che cambiano”.

Giuliana Biagi

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