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Case popolari, il futuro della gestione arriva in discussione in Giunta

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Convenzione Aler: lasciarla scadere e riportare la gestione di oltre 800 alloggi in capo al Comune, oppure rinnovare gli accordi con Via Manini? L’argomento, che vede diversità di opinioni in maggioranza, approderà questa settimana in Giunta per un esame delle alternative. “Come in tutte le scelte – spiega l’assessore ai Servizi Sociali Luigi Amore – ci sono degli elementi positivi ed altri negativi. Quello che mi preme, più che su chi effettuerà la gestione, è assicurare la qualità del servizio. Che lo faccia il Comune può essere una soluzione, allora però la prospettiva deve essere quella di un Ufficio Casa dotato di mezzi e personale necessario. Serve integrazione tra aspetti sociali e aspetti tecnico – manutentivi degli immobili. Su questo si faranno ragionamenti in giunta. Se vi sono divisioni in proposito? No, è normale dialettica democratica”.

Ma quanto è efficiente la gestione Aler e soprattutto, quanto risparmia il Comune non rinnovandola? Attualmente sono più di mille gli alloggi comunali gestiti dall’Aler, tra abitazioni ed autorimesse; la spesa sostenuta dal Comune per il biennio 2012-2013, in base alla convenzione che sta per scadere,  ha superato i 650mila euro. Ad un primo lotto di alloggi Erp, il Comune ha inserito successivamente in convenzione altri 33 di largo Pagliari. Mentre per le abitazioni la rotazione è abbastanza fluida (gli alloggi non assegnati, un’ottantina, sono da ristrutturare), circa la metà dei 400 garages sono vuoti e non per problematiche di vetustà.

Da un lato il vicesindaco Roberto Nolli, che punta a tagliare un po’ tutte le convenzioni con soggetti esterni per ottimizzare i costi; dall’altro l’assessore ai servizi sociali Luigi Amore e  (defilato) il collega agli Lavori Pubblici e alloggi Erp Francesco Zanibelli che vedrebbero i propri uffici aumentare considerevolmente i carichi di lavoro. Dai 200 alloggi gestiti attualmente (soprattutto case a canone moderato) ai poco meno di 1000 che arriverebbero in carico con problematiche sociali e manutentive enormi, a cominciare dall’agglomerato di largo Pagliari o dai condomini di Borgo Loreto. Amore non ne fa un dramma e usa termini diplomatici, ma i suoi timori sono noti da tempo e furono chiaramente espressi nella commissione dello scorso luglio sui problemi del teleriscaldamento in via Divisione Acqui (a proposito dei quali: la commissione tecnica guidata dall’ingegner Marco Pagliarini non ha ancora chiarito se i malfunzionamenti degli impianti siano da caricare sull’impresa costruttrice).

Ci sono poi problemi di carattere pratico, ad esempio il Comune deve verificare se sia in grado di attivare squadre di pronto intervento per così tanti alloggi, come fa l’azienda  lombarda per l’edilizia residenziale e altri aspetti prettamente gestionali. C’è un elemento che potrebbe togliere d’impaccio gli amministratori locali consentendo loro di prendere tempo.  In Regione ferve la discussione sulla riforma delle Aler. Attualmente tutte commissariate, compresa Cremona, dove il Cda (ultimo presidente Mino Jotta) da primavera non si riunisce più. Il progetto di legge prevede un’unica presidenza centralizzata e sedi periferiche composte esclusivamente da tecnici.  Il 26 novembre approderà in consiglio regionale la riforma della governance delle Aler, su cui sta lavorando un gruppo di lavoro coordinato dal consigliere della lista ‘Maroni Presidente’ Alessandro Sala. Il gruppo di lavoro è composto dallo stesso presidente di commissione Sala in qualità di relatore del provvedimento, e dai consiglieri Luca Del Gobbo (PdL), Donatella Martinazzoli (Lega Nord), Luca Ferrazzi (Lista Maroni Presidente), Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia), Onorio Rosati (PD), Lucia Castellano (Patto Civico Ambrosoli) e Iolanda Nanni (M5Stelle).

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