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Differenziata spinta, rischio impopolarità a ridosso elezioni

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Maggioranza alla prova questo pomeriggio in Consiglio Comunale, sulla delibera rifiuti già passata in commissione Ambiente, che fissa i nuovi input sulla raccolta dei rifiuti. Argomento scottante, per via della Tares, di cui a pochi mesi dall’ultima rata non si conoscono ancora i criteri di applicazione in città; ma anche per gli indirizzi che il Comune ha dettato a Aem per estendere la raccolta differenzata, che attualmente copre il 23% dei residenti e non arriva al 50% sul totale dei rifiuti prodotti.

La scorsa settimana la bozza di delibera portata in commissione dall’assessore Francesco Bordi ha raccolto l’adesione del Pd, che ha chiesto ed ottenuto (con la sola astensione dell’Idv) di aggiungere un emendamento di poche parole, nel quale si impegna l’amministrazione comunale ad estendere la raccolta differenziata al 100 percento della popolazione entro i primi mesi del 2014. Il testo orginario della bozza si limitava a chiedere ad Aem, oltre a varie iniziative di sensibilizzazione, “l’istituzione del servizio di raccolta differenziata con modalità spinta che raggiungerà quasi il 50% degli abitanti cremonesi entro il corrente anno”. Dal 23% attuale al 50% entro dicembre: un po’ poco, aveva rimarcato il commissione Alessia Manfredini (Pd), considerati anche i ripetuti annunci che l’assessore Bordi ha fatto da gennaio ad oggi sulla sua volontà di premere l’acceleratore sulla r.d.. Una volontà dell’assessore – ambientalista (da sempre contrario anche all’inceneritore) che evidentemente si è scontrata con  le difficoltà frapposte da Aem, impossibilitata ad aumentare i costi di gestione della raccolta. A rendere difficile il porta a porta, soprattutto del secco-umido, è la conformazione del centro città e le abitudini dei residenti. Addirittura nella bozza di nuovo regolamento rifiuti presentata dal dirigente Enrico Bresciani, si richiede ai cittadini di farsi carico della pulizia degli spazi pubblici (marciapiedi) sui quali verranno messi i sacchi della raccolta, nel caso resti dello sporco dopo il passaggio dell’operatore, due o tre volte la settimana. Un’imposizione difficilissima da far digerire ai residenti ed estremamente impopolare, visto anche l’approssimarsi della scadenza elettorale. Sarebbe proprio questo il motivo per cui una parte del gruppo Pdl in Consiglio se la sarebbe presa coi colleghi di maggioranza che, in Giunta, hanno dato l’ok alla bozza di delibera emendata dal Pd.

La raccolta differenziata spinta darà sicuramente i suoi effetti a medio termine, ma nel breve periodo è più facile che causi mugugni e disagi: l’aumentato impegno richiesto ai cittadini contribuenti sarà infatti concomitante all’aggravio fiscale imposto dalla Tares, rispetto alla vecchia Tarsu.  Qualcosa che il centrodestra al governo della città teme fortemente.

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