Un commento

Mezz'ora gratis al Villa Glori, Mantovani: estenderla a tutta la città

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Il presidente dell’Ascom Claudio Pugnoli torna aulla questione di corso Garibaldi attraverso l’editoriale di apertura di Ascom Notizie di ottobre. Spiegando che la via della mediazione era una scelta obbligata nel momento in cui il Comune ha repentinamente messo in atto la pedonalizzazione.  Pugnoli, ben consapevole che altri all’interno dell’associazione, hanno visto come una capitolazione a scelte altrui l’accettazione dell’isola pedonale, spiega così la necessità di un accordo di mediazione: “Non possiamo guardare con orrore ad ogni ipotesi di intesa, alleanza, mediazione, convergenza tra istanze diverse. Dare rappresentanza significa proprio cercare (e trovare) risposte alle richieste di ciascuno. Rinunciare al confronto è un segno di una regressione, significa rifiutarsi di comprendere  complesse problematiche del governare la città e le implicazioni che ne discendono. Credo che questa diffidenza sia il riflesso di un lungo periodo di contrapposizione di totale incomunicabilità tra schieramenti. Occorre superarla e, per questo, serve innanzitutto l’impegno dei commercianti. Una scelta che implica una coerenza unitaria, la stessa che serve anche come associazioni. La scommessa non è esente da rischi …”,  continua Pugnoli, facendo anche riferimento ai frequenti cambi di opinione dei commercianti del corso sull’opportunità della pedonalizzazione.

A fine ottobre, ricorda Pugnoli, ci sarà il primo incontro di monitoraggio con i commercianti del corso sugli effetti dei primi provvedimenti presi dalla Giunta su richiesta delle associazioni: plateatico gratuito per sei mesi e mezz’ora gratis al Villa Glori. Un’agevolazione, quest’ultima, che lo stesso presidente suggerisce anche per il resto della città. Molto più drastico in questo senso è l’intervento, sullo stesso notiziario, di Paolo Mantovani, presidente delle Botteghe del Centro: i provvedimenti che il Comune ha messo in atto per corso Garibaldi  sono pannicelli caldi per un malato grave, il commercio di tutta la città, e l’agevolazione sul pagamento della sosta dove essere estesa all’intero territorio cittadino. “Se l’applicassero a tutto il centro – scrive Mantovani –  lo definirei un piccolo passo per la città, ma un passo da gigante per l’amministrazione. Perché significherebbe aver finalmente capito che il centro è un organismo complesso, formato da tante realtà, ma che di un unico organismo si tratta. Come tale è decisamente inutile applicare un cerottino a una ferita, quando tutto il resto è in cancrena”. Giusto aiutare in questa fase corso Garibaldi, “uno dei corsi principali e più belli della città, negli ultimi anni stravolto e maltrattato”.  “Ma quando si decide un intervento, non bisogna mai dimenticare la logica dell’unico organismo che dicevo prima. Se vogliamo un centro vivo e attraente, deve esserlo in tutte le sue parti, in tutte le sue vie. Non possiamo accettare che il centro si riduca al quadrilatero Mercatello, Mazzini, Solferino, Boccaccino, con l’aggiunta di corso Campi. Un centro così è troppo piccolo per la città, insufficiente a sostenersi, poco interessante per la clientela. La prima mezz’ora gratis, che chiediamo da tre anni, è importante ma non certo risolutiva. Quello che è sempre mancato, è una visione complessiva sul centro. Un’idea, un progetto di rilancio che comprendesse tutte le realtà …”.

Ben altro serve al commercio e all’intera città per rilanciarsi, ossia rendersi  attraente ai visitatori.  Il Museo del Violino, conclude Mantovani, “deve esssere utilizzato al meglio per farlo rendere”. Un richiamo alla responsabilità di chi governa la città e che spesso non lavora coeso sulle iniziative.

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Commenti
  • pendolarestanco

    basta con i parcheggi ed i sensi unici: cremona è unica nella sua capacità di suicidio (politico, economico e culturale) perdendosi nel particolare essendo incapace (?) di leggere la trama nel suo insieme.fra poco arriveremo alla proposta del parcheggio gratis per 24h in tutto il territorio della provincia, non se ne può più.
    continuiamo a guardare il dito perchè temiamo di vedere la luna, continuiamo così a farci del male.