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I Friends e concerto di Dan Zhu al Festival Stradivari

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Continuano gli appuntamenti dello STRADIVARI festival, la rassegna musicale in corso a Cremona per celebrare il maestro cremonese e l’apertura del Museo del Violino. Per il quarto fine settimana di musica, sabato 5 ottobre in programma un concerto con lo Stradivari “Scotland University” del 1734 suonato dal violinista Dan Zhu, “uno degli artisti cinesi emergenti internazionali” per la rivista Grammophone, “un interprete di cui colpiscono la toccante umiltà e lo splendido suono” per il mensile The Strad.

Il prezioso strumento, suonato sabato sera dal maestro cinese Zhu nel nuovo Auditorium del Museo del Violino, appartiene alla rete dei “friends of Stradivari”, il network internazionale promosso dalla Fondazione Museo del Violino che raccoglie musicisti, collezionisti e studiosi accomunati dallo stesso amore per la liuteria cremonese.

I preziosi capolavori di Amati, Stradivari, Guarneri testimoniano il genio di chi li ha costruiti e allo stesso tempo raccontano le vicende di chi li ha suonati, custoditi e di chi li possiede oggi. I “friends of Stradivari”, collezionisti privati e Musei di tutto il mondo, hanno scelto di affidare temporaneamente gli strumenti al Museo del Violino di Cremona perché possano essere studiati, ammirati e ascoltati dalla comunità cosmopolita che quotidianamente visita il Museo. Per i friends il valore del collezionismo e quindi il privilegio di possedere un’opera d’arte trova la più alta declinazione nella scelta etica della condivisione. In autunno questo club singolare ed esclusivo si riunisce a Cremona per condividere esperienze e nuove scoperte, ricerche e musica nel segno della migliore liuteria al mondo.

Il meeting di quest’anno, sabato 5 e domenica 6 ottobre, ha un valore particolare perché gli strumenti “friends” trovano casa nel nuovo Museo del Violino. Una sala del percorso espositivo è dedicata a questo network con la presentazione di 8 strumenti (cinque violini e una chitarra di Antonio Stradivari, una viola da gamba di Giuseppe Guarneri e un violino di Lorenzo Storioni).

Gli strumenti e i nuovi “amici”, dal Museo Ashmolean di Oxford al Glinka di Mosca, dal Metropolitan di New York al National Music Museum di Vermillion, South Dakota, sono i protagonisti dell’incontro aperto al pubblico in programma sabato 5 ottobre alle 17 nella Sala Audizioni del MdV. A seguire, il concerto delle ore 21 con uno strumento “friends”, il violino “Scotland University”, del 1734: Dan Zhu, insieme dalla pianista Soyeon Park, sottoporrà lo strumento alla prova di repertori cronologicamente distanti affiancando, nel segno della sperimentazione tecnica e formale, Corelli, Beethoven ed un’insolita trascrizione da “La Traviata”, omaggio a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita.

Domenica 6 ottobre, alle 11 salirà sul palco il Quartetto Guadagnini, ensemble di recente formazione che si sta perfezionando all’Accademia “Walter Stauffer”. Quasi contravvenendo alla data posta in calce agli spartiti, nel programma della matinée modernità e tradizione si confondono tra l’arditezza dei rapporti armonici di “Dissonanzenquartett” di Mozart ed il malinconico Quartetto “Dalla mia vita” di Bedřich Smetana, una sorta di viaggio delicato e tragico nella propria esistenza.

STRADIVARI festival

Dal 14 settembre al 13 ottobre STRADIVARIfestival – promosso dalla Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari Cremona e il cui progetto artistico-musicale è curato del Teatro Ponchielli – offre la possibilità di ascoltare alcuni degli strumenti più celebri del grande liutaio affidati ad importanti protagonisti del concertismo internazionale. Si disegna così un percorso insolito e affascinante alla scoperta di un Maestro capace di rivoluzionare tradizione e tecnica della liuteria, raggiungendo vertici finora ineguagliati.

Un mese di concerti e workshop affiancati anche dalla mostra “Bottega Italiana”, che fino al 13 ottobre presenta una selezionata raccolta di strumenti ad arco scelti tra gli oltre 1300 custoditi dal Museo della Chi-Mei Culture Foundation di Tainan (Taiwan).

In esposizione diciannove violini, due viole e un violoncello – realizzati tra la fine del XVII e la prima metà del XIX secolo – di eccezionale qualità e in ottimo stato di conservazione, rappresentativi della produzione di liutai importanti ma generalmente poco conosciuti, anche a causa della rarità delle loro opere.

Fin dal titolo, Bottega Italiana si propone di mostrare al pubblico la ricchezza di idee e la varietà di forme e modelli rintracciabili nella liuteria italiana classica, in un percorso che evidenzia come in tutto il centro nord della penisola fossero attivi autori di grande personalità e dalle notevoli capacità tecniche e artistiche, artigiani che con le loro opere hanno contribuito a rendere il violino lo strumento popolare che oggi ben conosciamo. L’ampiezza dell’area geografica e dello spazio temporale che la mostra affronta permette letture specifiche di grande interesse: sarà chiara la reciproca influenza di autori che lavoravano nella stessa città, ma sarà anche interessante la possibilità di valutare le influenze dell’opera del sommo Stradivari o, più in generale, della liuteria cremonese sulla grande liuteria italiana.

Biglietti concerto:

Teatro Ponchielli (tel. 0372.022.0001 e 0372.022.002) e Museo del Violino (tel. 0372.080.809).

Ingresso mostra “Bottega Italiana” Euro 5,00 (dal 22 settembre al 13 ottobre; dal martedì alla domenica orario 10.00 – 18.00)

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