Cronaca

Rifiuti da smaltire, 50mila tonnellate/anno nonostante differenziata

Il termocombustore resta un pilastro della politica di smaltimento rifiuti di Aem Gestioni. La conferma viene direttamente dal presidente (da pochi mesi) Federico Zamboni, a cui abbiamo rivolto qualche domanda alla luce dei cambiamenti che interverranno da qui a fine anno a Cremona, con l’estensione della differenziata. E con un assessore all’Ambiente, Francesco Bordi, che non perde occasione per ricordare si essere contrario all’incenerimento dei rifiuti.

Il 24 dicembre 2009 Aem Gestioni comunicava al Comune di Cremona il progetto di  adeguamento alle prescrizioni contenute nell’AIA regionale del 2007. In esso erano definite varie scadenze per interventi migliorativi sia sulla linea 1 che sulla 2. Quel cronoprogramma – abbiamo chiesto al presidente – è ancora rispettato? E il “revamping comprensivo di realizzazione di sistema integrativo al trattamento degli NOX per la linea 1”, previsto entro il 30 giugno 2014, verrà effettivamente realizzato?

“Aem Gestioni –  risponde Zamboni – sta portando avanti l’ammodernamento dell’impianto concordando con la Regione i vari passaggi. Non ho dubbi che anche l’adeguamento previsto per giugno 2014 verrà effettuato. L’ammodernamento consiste nell’adeguare costantemente l’impianto alle tecnologie che vengono progressivamente migliorate, nonostante da sempre le emissioni del termovalorizzatore rientrino nei parametri di legge. Quella di san Rocco è una struttura che ancora adesso, anche dal punto di vista del rendimento energetico, è validissima”. Il presidente glissa sui costi degli interventi passati e futuri, e quindi sulle ripercussioni nei bilanci della società.

Ma ha senso investire soldi nell’ammodernamento dell’impianto, quando in prospettiva dovrebbe servire sempre meno grazie all’incremento della raccolta differenziata? La risposta è che  i tempi non sono ancora maturi per poter parlare di dismissione. Zamboni conferma quanto già emerso dopo la riunione della commissione Agricoltura Ambiente della Provincia, svoltasi all’interno dell’impianto di San Rocco nei giorni scorsi. “E’ ipotizzabile – afferma  – che anche con la raccolta differenziata a regime, resteranno circa 50mila tonnellate all’anno di rifiuti da avviare a smaltimento. Inoltre dobbiamo ipotizzare in prospettiva un aumento della produzione di rifiuti, in concomitanza con la possibile ripresa economica. Teniamo presente – afferma Zamboni – che termovalorizzatore e raccolta differenziata, oltre alla discarica, sono parte integrante di un sistema che consente al territorio di essere autonomo rispetto alla gestione dei rifiuti e dovrà continuare ad esserlo”.

Da notare che l’ultimo bilancio ambientale pubblicato da Aem parla di 66mila tonnellate di rifiuti conferiti nel termovalorizzatore nel 2012, di cui 49mila rifiuti solidi urbani.

Uno dei tanti cestini utilizzati in modo improprio per le strade di Cremona

A proposito di discarica, Aem Gestioni è ancora in attesa dell’esito del ricorso al Consiglio di Stato che ha bloccato l’estensione del sito di Malagnino verso i confinanti terreni di Vescovato. L’azienda di viale Trento e Trieste confida in un esito positivo del ricorso, in opposizione alla prima sentenza del Tar che ha dato ragione ai  proprietari che si opponevano all’esproprio. In causa sono Aem Gestioni affiancata da Regione Lombardia.

La differenziata “spinta”  resta comunque la frontiera da conquistare per il comune capoluogo.  Il porta a porta del secco / umido era stato avviato una decina di anni fa in via sperimentale in alcune strade cittadine dall’assessore della giunta di centrosinistra Celestina Villa; dopo una lunga stasi, la giunta Perri con l’assessore Bordi l’ha estesa in altri quartieri (S.Omobono e vie limitrofe, viale Po e limitrofe, Cavatigozzi). In  tanti anni oggi raggiunge appena poco più del 20% della popolazione cittadina. Giovedì 3 ottobre  lo stesso Bordi ha incontrato i rappresentati dei Comitati di Quartiere per illustrare il prossimo step, che interesserà tutte le altre aree periferiche ma non la parte di città racchiusa entro le vecchie mura (solo il quartiere S. Felice non ha partecipato all’incontro in quanto il direttivo è dimissionario. Si arriverà così al 45 % di popolazione servita, con un’incidenza di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti prodotti del 55-60% (dati comunicati nella commissione Ambiente del 23 settembre scorso). “Da parte di Aem Gestioni – afferma il presidente Zamboni – sono anni che viene proposta al Comune di Cremona la differenziata spinta”. Già ma il problema sono i costi, che in una prima fase non diminuiscono, anzi. “Ma ricordiamoci – conclude il presidente – che la città di Cremona è quart’ultima tra i comuni capoluogo per incidenza della Tassa rifiuti sulle tasche dei cittadini”.

Giuliana Biagi

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