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Ex dipendente della sala giochi arrestato: complice dei rapinatori

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Sopra, un momento della prima rapina e la conferenza stampa

AGGIORNAMENTO – Arrestato e finito in carcere nel pomeriggio di ieri, in seguito alle indagini della terza sezione della squadra mobile, un ex dipendente della Real Games di via Eridano, sala giochi presa di mira quattro volte nei mesi scorsi (due rapine e due furti): è ritenuto il basista complice dei malviventi entrati in azione nell’attività di fronte alla Tamoil, sulla tangenziale. Deve rispondere di simulazione di reato e di concorso in furto aggravato. Si trova ora in carcere. Si tratta di un 32enne (C.T.) residente in provincia di Pavia e attualmente non più dipendente della sala giochi (si trova in cella a Voghera).

Il 32enne, ha spiegato in una conferenza stampa organizzata in mattinata in questura il commissario capo Nicola Lelario, è accusato di aver simulato in accordo con i rapinatori i colpi avvenuti alla Real Games e di essere stato complice dei furti (episodi registrati fra agosto 2012 e marzo 2013).

Gli investigatori si sono insospettiti e hanno cominciato a scavare a fondo quando l’uomo, mostrando un segno rosso sul collo dopo la prima rapina, ha raccontato che un coltello gli era stato puntato alla gola, un fatto però non presente nelle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza (secondo i poliziotti il segno potrebbe esserselo procurato autonomamente).

 

Il furto del 30 dicembre e la rapina del 4 marzo nelle registrazioni delle telecamere

“Aveva bisogno di soldi”, ha detto Lelario (non sono stati forniti comunque altri dettagli al riguardo, “ulteriori accertamenti sono in corso”).  ”In occasione della seconda rapina – ha aggiunto il poliziotto fornendo alcuni elementi alla stampa – una finestra era stata lasciata aperta secondo le risultanze investigative. E durante i furti i ladri, come mostrano le immagini, sapevano dove andare a prendere i soldi”.

Tra rapine e furti sono stati portati via 20mila euro dalla Real Games. In corso ulteriori verifiche finalizzate a definire nel dettaglio la posizione altri soggetti coinvolti (nella prima rapina avrebbe agito solo un uomo con in testa un casco, nella seconda erano in due con volti travisati e armati di pistola, forse giocattolo).

Prima dell’ordinanza di custodia cautelare delle scorse ore – richiesta dal pm Francesco Messina e firmata dal gip Guido Salvini – una perquisizione era stata eseguita a casa di un 28enne a febbraio, e aveva portato a scoprire scarpe identiche a quelle usate dal rapinatore del primo colpo, la moto che sarebbe stata usata per la fuga e articoli di stampa di quei giorni riguardanti proprio il blitz nella sala da gioco.

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