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Donne maltrattate Una casa per loro e un protocollo d'intesa

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Una nuova struttura a favore delle donne vittime di violenza e dei loro figli. Sorgerà all’interno della casa di Nostra Signora di via Ettore Sacchi, un tempo sede dell’istituto religioso femminile delle Oblate di Nostra Signora, in risposta ai bisogni sempre crescenti di una società in cui le donne pagano anche per colpe non proprie.  A lavorare al progetto è la Fondazione Cariplo e l’annuncio è stato dato, nel corso del convegno Caritas del 12 ottobre, da Paola Bignardi. Il palazzo conserverà la sua funzione di casa dedicata alle donne, come nelle intenzioni del fondatore dell’istituto religioso, monsignor Rota che lo istituì nel 1923. Adeguandosi ai tempi: “Tre i verbi che riassumono lo spirito del progetto sicale – ha detto tra l’altro Bignardi – lavorare, abitare, educare. L’azione si concentrerà su tre aspetti principali: dare lavoro alle donne più fragili, offrire possibilità di aiuto dal punto di vista abitativo; educare le donne, ma non solo loro”. A primavera il progetto dovrebbe essere epronto e ad esso seguirà una ristrutturazione interna dell’edificio per renderlo adatto alle nuove necessità. Si amplia in questo modo l’estensione della rete di supporto alle politiche sociali del Comune. Nello stesso convegno della caritas l’assessore Luigi Amore ha parlato di ben 2200 minori inseriti in comuità da parte dell’autorità giudiziaria (in tutta la Lombardia).

Il progetto è stato illustrato attraverso un video che ha evidenziato ogni fase di accompagnamento: l’azione dei centri di ascolto Caritas e delle strutture di prima accoglienza in pronto intervento con indirizzo segreto; le azioni di seconda accoglienza nelle tre comunità alloggio per ragazze e ragazzi minorenni vittime di maltrattamenti ed abusi e quelle per donne maggiorenni sole e/o con figli. Inoltre: strutture di semi autonomia e un appartamento in autonomia per donne. C’è poi l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro attraverso la collaborazione della cooperativa di inserimento lavorativo “Carità e Lavoro” e promozione di borse lavoro e di formazione pratica in impresa, oltre ad azioni di mediazione culturale e sociale. Una varietà di servizi che permette di rispondere in maniera dettagliata alle diverse esigenze.

INTANTO LA GIUNTA APPROVA PROTOCOLLO DI INTESA PER RETE CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE

Intanto su proposta dell’assessore Jane Alquati, la Giunta ha approvato la bozza di protocollo d’intesa della Rete Territoriale per la prevenzione ed il contrasto delle violenze contro le donne che sarà stipulata tra enti, istituzioni pubbliche e private del territorio provinciale in attuazione della legge regionale 11 del 3 luglio 2012 “Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza”. Il Sindaco, quale legale rappresentante del Comune di Cremona provvederà a sottoscrivere il Protocollo d’Intesa nonché a prendere intese per il successivo accordo di collaborazione con Regione Lombardia.

“In seguito agli incontri della Rete territoriale per la prevenzione ed il contrasto delle violenze contro le donne svoltisi nel corso del Progetto Territorio in rete contro la violenza sulle donne promosso dalla Provincia di Cremona – dichiara al riguardo l’assessore alle Pari Opportunità Jane Alquati – si è giunti alla stesura di un protocollo d’intesa. Tale documento  intende sviluppare procedure, proposte progettuali, monitoraggi e valutazioni in merito alle azioni a sostegno delle donne vittime di violenze e maltrattamenti”.

Nel corso del 2012 è stata emanata la legge regionale “Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza.” che prevede, fra l’altro, che “La Regione promuove la stipulazione di protocolli di intesa con gli enti pubblici, gli enti locali, le istituzioni scolastiche, la direzione scolastica regionale, gli uffici scolastici provinciali, le forze dell’ordine, l’autorità giudiziaria e l’amministrazione penitenziaria e ogni altro soggetto che opera nel campo della protezione e tutela delle donne vittime di violenza”.

Spiega inoltre l’assessore: “Poiché il Comune di Cremona, attraverso l’Ufficio Pari Opportunità (riconosciuto come Centro Locale di Parità da Regione Lombardia), è partner attivo di questa Rete ed avendo da anni promosso e sostenuto la lotta e il contrasto alle violenze contro le donne con varie iniziative, intende aderire agli impegni comuni ed agli impegni descritti nel Protocollo. In particolare, sostiene quali compiti comuni, la stesura di linee guida operative per addetti ai lavori; la diffusione e promozione del protocollo sottoscritto; l’individuazione di un referente operativo; il monitoraggio e la valutazione delle azioni del Protocollo; la presentazione annuale alla Regione Lombardia di una proposta progettuale; lo sviluppo condiviso di diverse e finanziate progettualità territoriali. Infine, il Comune di Cremona si impegna, in qualità di capofila, a presentare e sostenere, accordi di collaborazione con Regione Lombardia per la realizzazione di progettazioni condivise con la Rete Territoriale aderente al Protocollo d’Intesa ed in particolare attenzione al sostegno dei Centri antiviolenza  presenti sul territorio”.

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