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In piazza Marconi arriva Stradivari di Paulli e un'edicola originale dell'800

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Il balletto delle statue di Stradivari. E anche delle edicole antiche. Da mercoledì la statua del grande maestro liutaio che era sotto i portici del Comune, realizzata da Gianfranco Paulli e collocata dall’amministrazione Perri, è stata spostata dai portici del cortile Federico II in piazza Marconi, davanti al Museo del Violino. Una location sicuramente di maggiore prestigio e di maggiore visibilità. A poca distanza, in piazza Stradivari, resta al suo posto invece la statua di Floriano Bodini, posizionata nell’omonima piazza dall’amministrazione Bodini. Nulla si sa della statua più recente, quella in vetroresina, che era seduta in Largo Boccaccino (davanti a Cremonabooks) e che era stata rovinata dai vandali ad agosto. Le ultime notizie lo davano nel deposito Polo Grafico di San Felice, in attesa del rifacimento della mano e del violino. Ma la statua di Paulli non è l’unica novità in piazza Marconi. Arrivata anche un’edicola verde originale dell’Ottocento (una delle poche in città, le altre sono in piazza del Comune e in piazza San Luca). E’ un manufatto spostato dal parco del Vecchio Passeggio (dove è stato chiuso il Museo di Storia Naturale) alla piazza davanti al Museo, con l’intento di sorvegliarla meglio e valorizzarla di più. Per ora, però, messa lì così, in un angolo, senza cartelli e con qualche scritta, non è che proprio spicchi per bellezza e decoro urbano.

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Commenti
  • Gigi

    La statua è completamente fuori contesto e l’edicola è stata posata in un angolo senza nemmeno ripulirla dai graffiti, sembra un wc pubblico! Proprio un bel lavoro gli uffici comunali….

    • Ernesto

      Ma hanno avuto il benestare del Cavaliere ?

  • si vede che nn sapevano dove metterla quell edicola e per nn valorizzarla l hanno messa in un angolino e sporca come se fosse li da secoli..
    diventerà il nuovo vespasiano per cani a 4 e 2 zampe!

  • PiovonoPietre

    Certo che tra i violini d’acciaio, l’edicola in ferro, Stradivari in bronzo, più che una piazza è una fonderia…

  • Laura Carlino

    Opere d’arte dei Cremonesi trattate come birilli! Non bastava lo Stradivari di Bodini nel posto sbagliato e con un basamento fuori misura; non bastava il Monteverdi di Priori esiliato in piazza Lodi su un ridicolo cubo che impedisce la visione del volto e in mezzo ad un’aiuola contro ogni buon senso. Ecco ora il povero Stradivari di Paulli che, dopo un paio d’ anni di parcheggio in una collocazione improbabile, viene trasferito a mo’ di soprammobile in un luogo in cui nulla ha da dire. E nella posizione più assurda: sul suo cubetto di marmo innalzato su qualche gradino, spalle all’aiuola, in modo del tutto opposto agli intenti espliciti dell’artista, che lo voleva a terra, fruibile a 360º per scoprirne col contatto diretto i dettagli minuziosi. Non serve un esperto: sono cose che si trovano in internet (5 minuti di ricerca con Google).
    Decisamentel’arte a Cremona non ha fortuna. Pensare che un progetto non solo di rivalutazione dei monumenti, ma per il loro utilizzo come arredo urbano di qualità e unico nel suo genere per valorizzare la città l’avevo presentato tre settimane fa all’assessore Zanibelli: non ne sapeva nulla di questa brillante idea? La giunta ha agito a sua insaputa?
    Il progetto, non opera mia ma di esperti, prevedeva la restituzione alla città delle SUE opere d’arte, non proprietà del sindaco o di qualche privato, ma dei Cremonesi, che le hanno ricevute in dono o le hanno pagate. In ogni caso non sono utilizzate per loro, come il progetto suggeriva. Avrebbero potuto essere usate infatti per arredare le vie pedonali in modo originale, bello e -non ultimo – rispettoso dei caratteri intrinseci delle opere così come i loro autori le avevano volute.
    Questa amministrazione (ma i loro predecessori non avevano fatto meglio!) hanno preferito trattare anche il povero Stradivari paulliano come cosa loro, piazzandolo come un birillo in un posto sbagliato nel modo sbagliato. In una piazza che è già un bazar di sculture senza coerenza, un banner da centro commerciale che grida vendetta e addirittura un’edicola malridotta – come se rovinato facesse rima con antico.
    Ma perché continuiamo a permettere a questa gente di danneggiarci senza pagare mai? Possibile che a nessuno interessi cosa fanno delle NOSTRE cose? Possibile che non ci rendiamo conto che sono tutte opportunità che ci vengono negate?