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Matrimoni religiosi, solo 78 in un anno Aumentano reati e tossicodipendenze

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Presentato questa mattina in Comune l’Annuario statistico 2013 del Comune di Cremona, che fotografa una città sempre più vecchia in cui il continuo calo di natalità viene compensato dalle famiglie straniere, anche se solo in parte. La presentazione, fatta dal dirigente Maurilio Segalini e dagli assessori Maria Vittoria Ceraso e Luigi Amore, ha visto come testimonial d’eccezione Lucia Zani, 85 anni, autrice di due libri di memorie molto utili per capire le trasformazioni demografiche e sociali di Cremona, “Passato remoto… ma non troppo” e “Per non dimenticare” (editrice Nec). Zani, che ha a lungo militato nella Dc, è stata intervistata da Gigliola Reboani.

E’ toccato invece al docente dell’Università Cattolica Enrico Fabrizi, tracciare per sommi capi il ritratto di una Cremona che sta cambiando, lentamente, ma inesorabilmente. “Sulla base degli ultimi dati disponibili – si legge nell’Annuario – aggiornati ad inizio 2013, gli stranieri residenti a Cremona sono 10153; dieci anni fa l’anagrafe comunale ne registrava 3159, meno di un terzo. Ad inizio 2012, gli stranieri residenti erano 9.713; la crescita del loro numero non si è quindi arrestata, nonostante il quadro economico mostri evidenti segnali di sofferenza. Il costante aumento degli stranieri residenti lungo l’ultimo decennio spiega perché la popolazione comunale abbia interrotto il trend di decrescita che aveva caratterizzato gli ultimi decenni del secolo scorso.  I residenti a Cremona con cittadinanza italiana erano all’inizio del 2013 61984, circa 10.000 in meno di 15 anni fa. Il contributo degli immigrati dall’estero ha quindi poco più che compensato la contrazione del numero di italiani.

“Nonostante il contributo degli stranieri, la popolazione residente a Cremona invecchia: la speranza di vita aumenta, la natalità è bassa. Se calcoliamo l’indice di vecchiaia, ovvero il numero di anziani oltre 65 anni ogni 100 bambini di età fino ai 14, otteniamo nel 2012 il valore 217.3, ovvero più di 2 over-65 per ogni bambino sotto i 15 anni”. Dal 1982 ad oggi l’età media è aumentata da 40 a 46 anni; ma i giovani sotto i 15 anni sono diminuiti di 4000 unità.  Nel 2012 sono nati 587 nuovi cremonesi, mentre 879 residenti sono morti: il saldo naturale della popolazione è stato quindi negativo (-292).

Il tasso di fecondità totale, ossia il numero medio di figli per donna nell’arco della sua vita fertile, è stato pari, nel 2012, a 1.22 e quindi ben lontano dal livello che garantirebbe il ricambio generazionale (i 2 figli per donna).  Il terzo fattore demografico di cambiamento della popolazione cremonese riguarda le famiglie. Le  famiglie cremonesi stanno diventando più piccole, con meno bambini. Ci si sposa di meno e più tardi. In termini di matrimoni celebrati il 2012 ha fatto registrare un valore di pochissimo superiore a quello del 2011 che aveva rappresentato un minimo storico (208, contro i 205; Tav. 1.55).  La tendenza al ribasso nel numero dei matrimoni riguarda sia quelli celebrati con rito civile, sia quelli celebrati con rito religioso; soprattutto i secondi fanno però registrare un diminuzione molto forte. Nel 2012 a Cremona ne sono stati celebrati solo 78, un minimo storico. Agli inizi degli anni duemila, se ne celebravano ogni anno circa il doppio. La loro percentuale sul totale è scesa nel 2012, al 37.5%, anche in questo caso un minimo assoluto. “Il matrimonio – si legge nell’Annuario –  rappresenta quindi una scelta meno “universale” per le nuove generazioni rispetto alle precedenti o comunque un passo che viene compiuto più avanti nel corso della vita. I cremonesi di 65 anni e oltre che non sono mai stati sposati sono meno del 10%; tra i cremonesi di età 30-34 quelli che non hanno ancora contratto matrimonio sono quasi il 56% e la loro percentuale rimane di poco sopra il 40% anche nella classe d’età successiva (classe d’età 35-39)”. Le generazioni nate a cavallo della seconda guerra mondiali raggiungevano un tasso di nuzialità ben superiore al 90%.

Salute. “L’’invecchiamento della popolazione emerge in controluce anche dall’analisi dei dati relativi alla salute dei cittadini. Il numero di assistiti per malattie cardiovascolari, endocrine, metaboliche e neoplastiche sono aumentati nell’ultimo anno, proseguendo lungo il sentiero di crescita già segnato negli anni scorsi. Tra queste, l’aumento dei pazienti assistiti per malattie endocrine e metaboliche appare il più sostenuto”. Incidentalità. più sicure le strade cremonesi:  il numero degli incidenti ha fatto segnare una netta flessione nel 2012 rispetto al 2011 (-119), anche se il numero di morti sulle strade è rimasto pressoché inalterato (+1); tuttavia il trend degli ultimi 10 anni ha registrato una consistente diminuzione dei decessi per incidente stradale (nel 2002 furono ben 78 contro i 36 del 2012.

Reati e droga. Il numero di reati denunciati è aumentato nettamente attestandosi nel 2012 a 4416 (+191) contro i 4225 del 2011. Tra le tipologie di reato dominano i furti (il 53.6% del totale): quelli denunciati sono stati 2369, ben 243 in più del 2011 (la loro variazione è quindi in controtendenza rispetto a quella dei reati in generale). Tra le tipologie di reato la cui numerosità si è contratta si segnalano i danneggiamenti e i reati legati all’informatica  Il numero di assuntori di sostanze stupefacenti in provincia di Cremona è aumentato da 248 a 383.

Costo della vita. Nel 2012 sono cresciuti in modo più elevato della media nazionale i prezzi delle bollette di acqua, gas, elettricità e i prezzi relativi ai trasporti la cui dinamica è andata anche oltre quella mostrata a livello nazionale. In controtendenza si sono invece mossi i prezzi relativi alle comunicazioni che si sono contratti lievemente, e i costi dei servizi sanitari e delle spese per la salute.

Turismo e cultura. Dati non scoraggianti vengono dai capitoli sul turismo: “L’afflusso di turisti italiani rimane pressoché costante durante l’anno (ad eccezione dell’estate), mentre gli arrivi stranieri si concentrano maggiormente in primavera ed autunno. Gli arrivi in città calano leggermente nel 2012 rispetto al 2011 (da 57607 a 56985), mentre si riscontra un discreto aumento nei pernottamenti (da 108947 a 117588) (Tav 5.67, 5.69). Le strutture ricettive sono caratterizzate non solo da alberghi (prevalentemente a 3 stelle), ma anche da alloggi in affitto, alloggi agrituristici e bed & breakfast, il cui numero è aumentato nel corso degli anni. Inoltre una sicura buona notizia arriva dal numero dei visitatori nei musei della città che nel 2012 ha sfiorato quota 100.000 e che continua il trend di crescita degli ultimi anni. La Collezione Violini e il Museo di Storia Naturale si segnalano per la crescita particolarmente sostenuta.

L’edizione 2013 dell’Annuario statistico del Comune di Cremona include il nuovo capitolo “Le donne a Cremona” in cui vengono presentate in modo sistematico tutte le informazioni relative alla condizione femminile in famiglia, nella società e sui posti di lavoro.

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