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Muro della ditta spaccato, nel mirino tonnellate di rame: 4 romeni fermati dall'Arma Blitz notturno all'ex Colata Continua

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Sopra: i fermati, il furgone ripreso dalla telecamera e il capitano Propato e il maresciallo Ferro

AGGIORNAMENTO – Tentato furto di rame alla ditta Carlo Colombo di Pizzighettone, l’ex Colata Continua. Un muro spaccato e veicoli pronti a caricare tonnellate di oro rosso. Ma qualcosa è andato storto. Probabilmente la banda si è resa conto di non poter agire indisturbata e si è allontanata. I carabinieri sono stati allertati da un vigilante, che si è reso conto della situazione, e a poca distanza dall’azienda dove a marzo una rapina aveva fatto sparire 100 tonnellate di rame (vedi link in basso) hanno bloccato quattro uomini, tutti romeni, che ora sono in carcere, sottoposti a fermo di indiziato di delitto per tentato furto aggravato in concorso e ricettazione.

Alcuni componenti della banda ripresi dalla telecamera (il muro è stato spaccato appena fuori dal raggio visivo dell'impianto di sorveglianza, nella parta in basso rispetto all'immagine)

Tutto è accaduto attorno all’una di questa notte. Almeno otto persone, come dimostrano le immagini riprese da una telecamera, hanno agito con il favore del buio, avvicinandosi al lato dell’industria vicino alla linea ferroviaria. Hanno rotto un muro a colpi di mazze e portato a ridosso della breccia un furgone cassonato scoperto, pronto a caricare e a trasportare con tutta probabilità le bobine di rame verso altri veicoli, con cassone chiuso, con i quali tentare la fuga nascondendo la merce. Come accennato, qualcosa ha però spinto la banda ad allontanarsi (forse solo momentaneamente). Dopo l’allerta della vigilanza sul posto si sono diretti i carabinieri di Soresina, del Radiomobile e anche un equipaggio di Cremona. A poca distanza dalla Carlo Colombo, in uno spiazzo, gli uomini in divisa hanno notato una macchina e due furgoni fermi. Dentro l’auto si trovavano tre persone, un’altra era su uno dei furgoni. Si tratta di M.T., classe 1976 e domiciliato a Milano, S.F.D., classe 1986 e domiciliato a Milano, S.P.G. classe 1992 e domiciliato in provincia di Lodi, e S.D.P., classe 1994 domiciliato a Milano. Romeni e con precedenti di polizia. Ai militari hanno raccontato di essersi persi. I carabinieri hanno però raccolto diversi elementi contro di loro durante le verifiche scattate immediatamente.

Il quadro è stato delineato in conferenza stampa, nel pomeriggio di mercoledì, al comando di Cremona di viale Trento e Trieste dal capitano Livio Propato e dal maresciallo Eugenio Ferro. L’auto, una Renault Laguna, era “pulita” (secondo l’Arma sarebbe poi stata utilizzata come mezzo “apristrada” durante la fuga). I furgoni sono invece risultati rubati in provincia di Parma e a Reggio Emilia. I militari sono convinti che il gruppetto fosse in attesa del momento buono per tornare in azione dentro la ditta. I quattro, hanno spiegato i carabinieri, sono inoltre stati riconosciuti (anche grazie ai vestiti) nelle registrazioni della telecamera che ha ripreso l’arrivo del furgone cassonato aperto vicino alla breccia nel muro e la fuga della banda (una telecamera nuova, fatta installare dopo la rapina di marzo per rafforzare il vecchio impianto di videosorveglianza). Le indagini, ovviamente, non sono finite. La banda in azione era composta da almeno otto persone (per i militari è possibile che altri veicoli, magari anche un mezzo pesante, fossero in attesa nell’area per caricare rame e scappare).

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