Cronaca
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Imu prima casa, come Cremona 50 capoluoghi

Sono cinquanta in tutta Italia i capoluoghi grandi e piccoli che hanno alzato  l’aliquota Imu prima casa, contando sul trasferimento dei relativi fondi da parte del Governo e che invece si ritrovano beffati. Saranno i cittadini a dover pagare il 40% della differenza in prima battuta, il prossimo gennaio, seppure con la promessa che quei soldi torneranno, grazie ad uno storno su quanto dovuto per la Tasi, la tassa che dovrebbe entrare in vigore dal 2014 al posto di Imu e Tarsu. Lo prevede un emendamento del Pd in discussione alla Camera, dando anche la possibilità ai Comuni, per coprire il mancato gettito, di ritoccare oltre il tetto massimo dell’1,06% l’aliquota delle altre abitazioni.

La manovra di assestamento del bilancio presentata dal vicesindaco Nolli e votata dal consiglio comunale un paio di settmane fa ha portato l’aliquota prima casa dallo 0,5 allo 0,6 percento.Mal  comune mezzo gaudio: secondo il centro studi dell’Anci, l’Ifel, citato questa mattina dal Corriere della Sera,  i Comuni che hanno voluto o dovuto aumentare l’imposta sulla casa (abitazione princiaple o altre)  nel 2013 sono stati oltre la metà dei 8093 municipi italiani, 4550 per la precisione. 2391 quelli che quest’anno hanno deciso di aumentare l’aliquota per la prima casa oltre il minimo dello 0,4. Cremona appartiene anche ad un altro gruppo più ristretto: quello delle amministrazioni che hanno portato l’aliquota al massimo pssibile, lo 0,6%: in tutto 338 mentre la maggioranza  (1329) ha optato per una percentuale compresa tra lo 0,5 e lo 0,6. In 5702 municipi invece tutto è rimasto invariato rispetto al 2012 e grazie al decreto del Governo che ha abolito l’imposta sulla prima casa, nulla sarà dovuto dai contribuenti.

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