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Inaugurate le Stanze per la musica, vetrinaExpo per liuteria

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foto Sessa

Inaugurata a palazzo Affaitati la collezione di strumenti storici a pizzico di Carlo Alberto Carutti. Il Museo Civico di Cremona orfano della sezione stradivariana (andata al Museo del Violino) ha da oggi una nuova sezione, le “Stanze per la musica”, visitabile negli stessi orari del Museo Civico.  62 strumenti a pizzico d’epoca tra mandolini, chitarre, english guitars, liuti che arrivano dalla collezione dell’ingegnere milanese, concessi in comodato per 5 anni al Comune. Gli strumenti, per precisa disposizione del donatore, saranno a disposizione per essere suonati, nella concezione di museo aperto e vivo che contraddistingue il Sistema Museale cittadino. Saranno inoltre un’occasione preziosa per implementare il bagaglio culturale della Scuola di liuteria. La sala di S. Domenico è stata individuata come spazio per le esecuzioni musicali.

All’inaugurazione erano presenti il sindaco Oreste Perri, l’assessore alla Cultura Nicoletta de Bona, Cristina Cappellini, assessore alle Cultura di Regione Lombardia; Giovanni Rodella della Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Mantova, Brescia e Cremona; Ivana Iotta direttore del Sistema museale della Città di Cremona, e infine di Gianni Accornero, esperto di strumenti musicali e curatore della collezione.  Nel suo intervento, Nicoletta De Bona ha parlato dell’orgoglio con cui la città di Cremona si accinge a custodire una collezione che è il frutto di una grande passione e della possibilità che Cremona ospiti un concorso triennale per chitarre, alla stregua di quello che si svolge per i violini. E’ toccato poi a Rodella tracciare il significato culturale della collezione: ammettendo di accostarsi per la prima volta a questo settore, il responsabile della Soprintendenza si è soffermato sul particolare fascino, anche semplicemente estetico, suscitato dalla collezione e in particolare da alcuni strumenti preziosi per la loro rarità: come la chitarra – lira realizzata a Napoli nel 1819, esemplare di quel neoclassicismo che dall’antichità traeva ispirazione. La lira, strumento altamente evocativo della classicità, è stato per pochi anni, tra  Settecento e Ottocento, strumento ispiratore dei liutai, e la chitarra presente da oggi a Cremona ne è un esempio rarissimo.

Da parte sua l’assessore Cristina Cappellini ha elogiato la sinergia pubblico-privato, assicurando la partecipazione della liuteria cremonese nel contesto Expo: di questo – ha spiegato l’assessore – si è parlato in un recente incontro con i rappresentanti italiani del Comitato Unesco per la tutela dei beni immateriali nell’ambito di Expo. Allo studio, iniziative comuni per portare la liuteria, presente e passata, di Cremona fuori dai confini nazionali.  Hanno fatto seguito gli interventi di Carlo Alberto Carutti e di Gianni Accornero e successivamente il concerto della Camerata di Cremona (chitarra solista Luigi Attademo, mandolino solista Ugo Orlandi), diretta da Marco Fracassi.

La collezione Carlo Alberto Carutti rappresenta oggi uno dei più importanti nuclei internazionali di strumenti musicali a corda, che si distinguono per rarità, qualità, stato di conservazione, fruibilità e talvolta per l’appartenenza a celebri personaggi del mondo della musica, dell’aristocrazia e della nobiltà dell’epoca. L’insieme, che ripercorre quattro secoli di storia della grande liuteria a corda europea, è composto da oltre sessanta strumenti a corde pizzicate e sfregate. Oltre ad alcuni interessanti esemplari di violini, viole, pochettes e viole d’amore, sono presenti una cinquantina di strumenti a corde pizzicate fra i quali chitarre battenti, eptacorde, decacorde e ‘en bateau’, oltre a preziose chitarre settecentesche e ottocentesche, realizzate da celebri costruttori, fra i quali ricordiamo Fedele Barnia, Jean Baptiste Voboam, Gerard Deleplanque, Jean Nicolas Lambert e ancora Gaetano e Carlo Guadagnini, Giovanni Battista e Gennaro Fabricatore, Joseph e Louis David Pons, René Lacôte, Nicolas Grobert e Antonio de Torres. Completano il corpus della collezione alcune rare english-guitars, ghironde oltre a numerosi mandolini e alcuni liuti.

Da ultimo va evidenziata la presenza di una splendida chitarra costruita a Mirecourt da Aubry-Maire e appartenuta al cantante spagnolo Lorenzo Pagans; la stessa chitarra appare imbracciata da Pagans nel celebre dipinto di Degas, oggi conservato al Musée d’Orsay a Parigi.

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