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Altro che crescita, a novembre triplicati i licenziamenti nel cremonese

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A Cremona si registra un boom di licenziamenti: rispetto al novembre del 2012, in cui i licenziati erano a quota 21, al novembre 2013 sono ben 100 coloro che hanno perso il lavoro, con una variazione del 376%. Il dato, diramato dall’Inps, è decisamente preoccupante e fotografa una situazione tutt’altro che rosea.

In crescita anche la cassa integrazione: considerando il numero equivalente delle ore in cassa integrazione per occupato, ossia il numero “aggiuntivo” di persone senza lavoro, troviamo: Varese all’8,11%, Lecco al 6,64%, Brescia al 6,52%, Bergamo al 5,81%, Como al 5,55%, Mantova al 3,91%, Pavia a 3,84%, Cremona al 3,15%, Lodi al 2,74%, Milano al 2,71%, Sondrio all’1,11%. La media regionale si colloca a 4,35%.

Complessivamente la cassa cresce del 5%, l’ordinaria del 7%, la straordinaria del 25%. Diminuisce solo formalmente la deroga del 25%. La quota delle aziende industriali che richiedono la cassa integrazione è ancora a oltre il 21%, nonostante la diminuzione del numero delle imprese lombarde. Per quanto riguarda i licenziamenti, invece, a livello regionale crescono del 48%. In Lombardia, nel corso dell’ultimo anno, si sono persi circa 75.000 posti di lavoro, e coloro che stanno usufruendo degli ammortizzatori in deroga sono circa 80.000 lavoratori, mentre per oltre 44.000 dipendenti di 389 aziende sono stati attivati, negli ultimi due anni, i contratti di solidarietà. Complessivamente, nel mese di novembre 2013 si registra una crescita delle ore autorizzate di CIG del 5,08% (233.895.775 ore), una crescita della cassa ordinaria dell’6,64% (97.626.156 ore) e della cassa straordinaria del 25,06% (95.346.909 ore), mentre, per le ragioni che abbiamo sottolineato, si riduce solo formalmente la cassa in deroga del 25,06% (40.922.710 ore). Tutti i settori registrano tassi di crescita della cassa, ma i più colpiti sono quelli legati all’energia elettrica, gas e acqua (138,23%), al commercio al minuto (75,53%), all’artigiano edile (53,75%) e all’estrazione minerali metalliferi e non (49,85%).

A lanciare l’allarme è la Cgil Lombardia: neppure il 2014 sarà l’anno della ricrescita.

I dati Inps – secondo il sindacato – parlano ancora della crisi industriale, della chiusura di aziende e di un aumento dei licenziamenti e della disoccupazione, in particolare quella giovanile. “E’ da troppo tempo che l’Italia e la Lombardia non crescono – sottolinea Giacinto Botti, segretario della Cgil Lombardia -. E’ un allarme rosso lanciato da tempo e irresponsabilmente è rimasto inascoltato dai governi precedenti e non sufficientemente ascoltato da quello attuale, carente di proposte alternative al passato e di scelte forti in campo economico e sociale”.

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