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Aria di ripresa: Cremona tra le città lombarde con crescita più alta

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Secondo l’indagine congiunturale di Unioncamere sul settore manifatturiero, per il quarto trimestre 2013, si osserva una crescita della produzione sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto all’anno 2012; permangono tuttavia i problemi legati all’occupazione. Anche l’artigianato presenta deboli segni di risveglio rispetto ai mesi passati. Una piccola iniezione di ottimismo, anche se continua a pesare sul nostro territorio il flusso senza fine di imprese che chiudono: nel 2013 sono state ben 300 (leggi l’articolo).
Questi, in estrema sintesi, sono i risultati che provengono dalla consueta indagine congiunturale condotta trimestralmente da Unioncamere Lombardia in collaborazione con l’Associazione Industriali, Confartigianato e Cna, e che coinvolge ogni trimestre due campioni distinti di aziende manifatturiere, industriali e artigiane, interessando complessivamente circa 150 imprese cremonesi appartenenti a tutte le principali attività del comparto presenti in provincia. In particolare la produzione industriale aumenta dello 0,9%: un incremento che ha permesso di riguadagnare quanto perso nei tre mesi precedenti; buone prospettive sembrano garantite dal segno positivo degli ordinativi che attesta il buon livello della domanda sia dal mercato estero, che si conferma al +1,5%, sia da quello nazionale (+1,9%).
Nessuna particolare variazione si registra sul fronte dei prezzi che rimangono complessivamente stabili per le materie prime ed in leggera diminuzione dello 0,8% per i prodotti finiti. Buone notizie anche dal fronte della Cassa Integrazione Guadagni, per la quale calano sia il numero trimestrale delle ore autorizzate (-45%) sia quelle effettivamente utilizzate. Queste ultime, il cui dato è il più basso tra tutte le province lombarde ed è riferito alla sola gestione ordinaria, hanno costituito lo 0,6% del monte ore complessivo trimestrale ed hanno interessato l’11% delle imprese. Nell’intera Lombardia si è rilevato rispettivamente il 2,6% ed il 22%.

Il quadro provinciale dei confronti con lo stesso periodo dell’anno precedente è in sintonia con quello congiunturale e anche qui si trova un trend ampiamente positivo per produzione ed ordinativi e  stabile per fatturato ed occupazione. Il +3,4% della produzione  e il +7% ed il +6%, rispettivamente, della domanda deflazionata interna ed estera fanno sperare che anche i dati del prossimo trimestre siano positivi.
I dati tendenziali lombardi sono in generale miglioramento e vi si trova anche la conferma del grande balzo in avanti della produzione che arriva al 2,4%, accompagnata anche dal +2,9% del fatturato. Anche gli ordini si confermano complessivamente in crescita, ma al dato lombardo manca ancora un forte impulso da parte del mercato nazionale fermo ad un modesto +0,5% su base annua, mentre sono ancora fortemente dinamiche (+4,5%) le richieste dall’estero.
A livello settoriale, si riscontrano ancora andamenti negativi per minerali non metalliferi (legati alla perdurante crisi dell’edilizia), tessile-abbigliamento, carta e chimica. Tra i settori più dinamici si trovano la siderurgia e la meccanica che, in provincia, vedono la propria produzione aumentare rispettivamente del 5 e del 9% rispetto al 2012 e l’alimentare (+4,19%). La ripresa della produzione riguarda le imprese di tutte le dimensioni  anche se performance più evidenti vengono segnalate da quelle di maggiori dimensioni. Nel confronto con le altre province lombarde, il dato tendenziale di Cremona è al di sopra della media superata solo da Lecco e Brescia.

Dati in miglioramento provengono anche dalla distribuzione delle imprese in base alla variazione tendenziale della produzione conseguita negli ultimi dodici mesi. In tre mesi la percentuale sul totale delle aziende in espansione produttiva rispetto all’anno 2012 è aumentata dal 43% al 47% superando, per la prima volta dal 2011, quella delle imprese in crisi che si è invece ridotta drasticamente dal 45 al 30%.
Secondo l’indagine, “un evidente ottimismo appare anche dalle aspettative manifestate dagli imprenditori che migliorano indistintamente per tutti gli indicatori e, anche in questo caso per la prima volta dal 2011, ritornano in massima parte nell’area positiva, quella cioè dove prevalgono le attese di incrementi. Solo nelle aspettative degli ordini dal mercato interno si riscontra ancora una lieve prevalenza dei pessimisti”.

Il buon momento della congiuntura produttiva dell’industria sembra attualmente contagiare anche l’artigianato manifatturiero. Occupazione a parte, la quale continua a presentare il segno meno (-1,4% su base annua), gli altri indicatori economici principali sono in miglioramento ed anche la produzione sembra finalmente arrivare al punto di arresto della prolungata decrescita. Tornano infatti ad aumentare in misura consistente sia il fatturato, del 4,7%, che gli ordini, con un incremento a due cifre per il settore estero (+12%) ed un importante +4,3% del mercato interno. Quasi la metà (46%, contro il precedente 54%) degli artigiani manifatturieri cremonesi rimangono comunque al di sotto del livello produttivo dello stesso periodo 2012, ma salgono dal 23% al 36% coloro che dichiarano di produrre più di quanto fatto nello stesso trimestre dell’anno scorso. Restano però ancora negative le aspettative che vedono prevalere l’ottimismo solo riguardo alla domanda estera.

“Pur in presenza di molti indicatori positivi sia per l’industria che per l’artigianato manifatturiero- afferma il presidente della Camera, Gian Domenico Auricchio – è assolutamente necessario intensificare gli sforzi per incrementare la competitività del nostro sistema produttivo. Ora più che mai è necessario sostenere le imprese creando un ambiente favorevole all’innovazione e supportando i processi di internazionalizzazione, senza dimenticare l’accesso al credito. Su queste direttrici si sta concentrando l’attività della nostra Camera per il 2014. Stiamo operando in sinergia con Regione Lombardia concentrando gli sforzi su obiettivi e priorità condivisi”.

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