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Diffamazione: Rossoni chiede lettera di scuse a Corlazzoli

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Nella foto, da sinistra Gianni Rossoni e Alex Corlazzoli

Non vuole un risarcimento in denaro, ma solo una lettera di scuse che possa essere pubblicata. Questo quanto chiesto da Gianni Rossoni, cremasco, già leader provinciale del Pdl ed ex vicepresidente della Regione Lombardia, per chiudere la causa per diffamazione intentata contro il cremasco Alex Corlazzoli, ex esponente di Sel. Il processo, celebrato oggi davanti al giudice Christian Colombo, è stato quindi aggiornato al prossimo 30 giugno, quando si saprà se la causa si chiuderà pacificamente con un accordo, oppure se andrà avanti. Motivo del contendere, un volantino dal titolo “MISTER 455.000 euro” realizzato ad Offanengo nel marzo del 2010 contro l’allora vicepresidente regionale e diffuso da Corlazzoli durante la penultima campagna elettorale regionale terminata con la rielezione di Rossoni al Pirellone. Nel volantino, Corlazzoli, che definisce ironicamente “una miseria” “quei 455 mila euro che Rossoni prenderà di Tfr qualora non venisse rieletto”, fa riferimento ad un presunto comportamento mafioso dello stesso Rossoni, scrivendo, tra l’altro: “Togliamo la coppola al suo passaggio. E baciamo le mani”. Nel processo, Rossoni, presente in aula, è difeso dall’avvocato Angelo Branchi, mentre Corlazzoli dal legale Umberto Ambrosoli. All’inizio, Rossoni aveva chiesto un risarcimento di 100.000 euro.

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