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La diocesi a prossimi sindaci: la famiglia da tutelare è solo quella costituita da uomo e donna col matrimonio

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La Diocesi scende in campo in vista delle elezioni europee e amministrative di maggio per ribadire le priorità dei cattolici in politica. Un documento articolato, quello uscito dalla commissione per la pastorale sociale e del lavoro, che parte dal concetto generale di necessaria partecipazione dei cattolici alla vita politica e arriva ai temi molto specifici dei beni comuni, delle nuove forme di famiglia e delle identità sessuali. La Chiesa – si precisa nel documento  – nell’occuparsi del bene della società umana deve agire non per preservare un “interesse cattolico”, bensì per offrire il suo peculiare contributo nel costruire il futuro della comunità sociale in cui vive e alla quale è legata da vincoli profondi.

TERRITORIO E FAMIGLIA – Il mondo cattolico guarda con una certa preoccupazione alla frammentazione territoriale della provincia di Cremona (115 Comuni), parla addirittura di  “drammatica frammentazione amministrativa”,  spronando i prossimi amministratori locali “a scegliere con quali realtà limitrofe aggregarsi per formare una unità territoriale funzionale a garanzia dei bisogni della loro comunità: gestione dei servizi essenziali, scolarizzazione, sicurezza, viabilità, assistenza sociale ecc.”. E naturalmente ampio spazio è dedicato alla famiglia, che deve essere “in primo luogo definita giuridicamente, sia a livello europeo che locale, come unione matrimoniale tra uomo e donna con un progetto generativo, distinta da forme di convivenza di individui che decidono di vivere assieme e sono titolari di altra soggettività. La famiglia, per il suo ruolo sociale, dovrà essere considerata anche come soggetto fiscale per riconoscerle  una condizione di priorità. Ai fini del calcolo delle imposte locali e nella compartecipazione ai costi dei servizi alla persona il documento invita a considerare la situazione reddituale della famiglia con l’applicazione di coefficienti in modo crescente secondo il numero dei componenti”.

Riguardo all’immigrazione il testo invita ad affrontare la tematica con politiche di accoglienza accompagnate da politiche di integrazione, mirate alla relazione e allo scambio culturale. Al riguardo la scuola risulta essere luogo profetico d’incontro con l’alterità, di educazione al confronto e di fraternità: è ormai necessario – sottolinea il documento – riconoscere la cittadinanza a chi è nato in Italia e ha percorso l’iter scolastico obbligatorio.

AMBIENTE E BENI COMUNI: “SCELTE CORAGGIOSE” – Il servizio al bene comune di una comunità mette in gioco il rapporto con i beni comuni. Acqua, scuola, aria, territorio, salubrità dell’ambiente, sono fondamentali per la vita umana, e laddove è in gioco la vita umana e l’ambiente che la custodisce – rileva il documento – occorre ricorrere a meccanismi che non siano solo quelli dell’efficienza aziendale. Per questo le amministrazioni che usciranno dalla prossima tornata elettorale saranno chiamate a esercitare la loro responsabilità gestionale dei beni comuni nel contesto della crisi economica attuale. I casi frequenti di famiglie che non riescono a pagare le utenze – afferma ancora il documento – esigono scelte di diversificazione delle tariffe, proporzionate alle possibilità economiche certificate di ogni famiglia in difficoltà. Infine il dibattito intorno ai rifiuti, alla qualità dell’aria nella pianura padana, alla vocazione agricola del territorio, richiede politiche coraggiose in favore di un impiego sostenibile delle risorse, in grado di tutelare l’ambiente in cui viviamo dal degrado e da un progressivo depauperamento.

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Commenti
  • Spartaco

    La chiesa possiede il più grande patrimonio immobiliare mai conosciuto, opere d’arte, ospedali, scuole, aziende agricole, aziende farmaceutiche, banche. Davvero credibili nel chiedere al futuro sindaco di pagare le bollette dei poveri.

  • pinco pallino

    il concetto di tutela sarebbe da inquadrare nella carità cristiana………che mi sembra non avere confini….!!!