Un commento

Incontro Radicali-5Stelle il retroscena, Ravelli 'Accordo impossibile'

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Accordo impossibile tra Radicali e Movimento 5 Stelle per la candidatura di Gino Ruggeri nella lista comunale dei 5Stelle. Ruggeri è il militante radicale che si è inserito come parte civile nel processo Tamoil, a surrogare l’assenza del Comune.  “Dai Cinque stelle – spiega Sergio Ravelli, storico leader dei radicali – dopo l’iniziale disponibilità, è arrivato un deciso no motivato dall’iscrizione di Ruggeri al Partito Radicale, condizione incompatibile con le attuali, rigidissime regole del movimento di Grillo”. Ravelli ricostruisce così l’incontro svoltosi giovedì 13 marzo scorso, su richiesta dei Radicali: “Durante un incontro cordiale, ma animato, quasi tutti i 5stelle hanno apprezzato la lotta di Ruggeri, ma hanno ribadito il no all’inserimento in lista anche per non rischiare la bocciatura di tutta la lista. I radicali hanno sostenuto che il Partito Radicale è un soggetto transnazionale e transpartito – accreditato fra le organizzazioni non governative di 1^ categoria presso le Nazioni Unite – e non partecipa con proprie liste a elezioni nazionali, regionali o locali. Pertanto la caratteristica di soggetto politico non elettorale può consentire comunque di superare l’empasse regolamentare.

“Ruggeri – continua Ravelli – nel confermare che la scelta della richiesta era ricaduta sul M5S in quanto già in passato si erano verificate convergenze sulla vicenda Tamoil, ha anche respinto con fermezza la richiesta di stracciare la tessera radicale come richiesto da alcuni sostenitori di Grillo ed ha riaffermato che l’alleanza sarebbe stata rafforzativa per entrambe le parti in causa e che, a parti invertite, i radicali avrebbero fatto ponti d’oro di fronte ad una simile richiesta. L’incontro – conclude Ravelli – è terminato con una stretta di mano in attesa di tempi migliori – e di regolamenti più democratici -, sapendo che su alcune battaglie gli interessi e gli obbiettivi sono del tutto convergenti”.

M5STELLE, CONTINUA LA BATTAGLIA INTERNA – Intanto non c’è pace tra i pentastellati di Cremona. Il gruppo degli “ortodossi” di Lucia Lanfredi (uscita vittoriosa dalle primarie cittadine) di Alex Conti e Gabriele Beccari, non ha apprezzato la notizia appresa a mezzo stampa che i “dissidenti” ha presentato allo staff nazionale una seconda lista per le elezioni di maggio. Peraltro, la prima lista, quella della Lanfredi, è ancora in attesa del via libera nazionale e a pesare su di essa c’è il problema del carico pendente di natura giudiziaria riguardante proprio la candidata. D’altra parte, nemmeno le altre liste presentate da tutta Italia per la validazione hanno ancora ricevuto il benestare. Quanto al problema del carico pendente, spiega Beccari, “avevamo già segnalato la questione allo Staff nazionale, ricevendo come risposta che se a livello locale non c’erano problemi, il nazionale nonn ne avrebbe posti. Chi vuole screditare questa candidatura gioca sui termini “incensurato” e “carico pendente”. Teniamo presente che il capo di imputazione, che la vede contrapposta alla cognata, è di lieve entità. Inoltre era stata per prima Lucia a denunciare la cognata. Il processo civile scaturito a seguito di quella denuncia oltretutto si è già concluso a favore di Lucia”.

“Si sa – si legge in un comunicato firmato M5S Cremona –  che un’eventuale seconda lista avrebbe come probabile conseguenza l’annullamento di entrambe, quindi è evidente la volontà distruttiva dei cosiddetti “dissidenti”, che probabilmente covano un complesso di inferiorità nei confronti di chi ha sempre operato nel concreto a favore del MoVimento, mentre loro si sono sempre concentrati sulle polemiche fini a se stesse. Se poi venisse approvata la loro e non la nostra lista, sarebbe clamoroso, perché sarebbe la prova che godono di appoggi altolocati, secondo lo stile dei vecchi partiti.  Sul piatto della bilancia non verrebbero posti i meriti e i metodi, ma solo le conoscenze personali e le raccomandazioni. Sarebbe una grande delusione, ma la vita va avanti lo stesso e sorride a chi le sorride di rimando, con la coscienza pulita”.

La notizia della seconda lista, pubblicata dal settimanale “Mondo Padano”, lascia l’amaro in bocca agli “ortodossi”: L’unica cosa che si sa per certo – continua il comunicato – è che la seconda lista è stata presentata nel mese di marzo, quindi oltre la scadenza del 28 febbraio u.s. posta dallo Staff di Beppe Grillo. Quindi, se i “dissidenti” non hanno delle sponde privilegiate, basterebbe questo per non farla prendere in considerazione. Vedremo.

“L’altro aspetto fondamentale da chiarire, ma non dipende da noi, è perché siamo stati lasciati senza punti di riferimento. Fin dall’inizio ci siamo affidati allo Staff, presentando la lista dei candidati nei tempi e nei modi dovuti, oltre ad una serie di domande nell’intento di essere guidati nelle nostre scelte, ma dopo tre settimane non abbiamo ancora avuto una risposta. Perché? Ci sono state interferenze? Da parte di chi? Se ci sono state, perché l’autore (o gli autori) non lo dichiarano, in nome della trasparenza? Noi proviamo a navigare a vista, lavorando secondo la buona fede e la buona coscienza, nonostante la malevolenza accanita dei cosiddetti “dissidenti” e di chi li sostiene. Continuiamo a fare, mentre altri si concentrano sul distruggere. Se qualcuno che forse sa più di noi ci fornisse delle risposte, sarebbero molto gradite. Oltre che una questione di trasparenza, sarebbe una questione di rispetto per la fatica, l’impegno e la fiducia di noi tutti”.

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Commenti
  • Giovanni

    Posso capire che l’obiettivo del M5stelle è la distruzione fisica di tutti i partiti presenti oggi in parlamento ma considerare i Radicali come degli appestati con cui non è possibile contaminarsi mi sembra eccessivo. Questi sono gli inconvenienti di avere un partito/movimento alle dipendente di Casaleggio & associati.