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Infrastrutture lombarde, nell'inchiesta spuntano profitti per la Cr-Mn

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Ci sarebbero anche 240mila euro di profitti illeciti legati alla progettazione della Cremona-Mantova secondo l’inchiesta che nelle scorse ore ha portato all’arresto, eseguito dalla guardia di finanza, dell’ex direttore generale di Infrastrutture lombarde, Antonio Giulio Rognoni, e del capo ufficio gare e appalti della società operativa Infrastrutture lombarde società per azioni, Pierapaolo Perez. I due sono accusati di associazione per delinquere, turbativa d’asta, truffa alla Regione Lombardia e falso (Rognoni era inoltre già indagato per turbativa d’asta nell’ambito di un’inchiesta su un appalto legato all’Expo 2015). Nella stessa inchiesta che ha coinvolto Rognogni e Perez sono finite agli arresti domiciliari sei persone. Si tratta di quattro avvocati (Carmen Leo, Fabrizio Magrì, Sergio De Sio e Giorgia Romitelli), un dirigente della società (Maurizio Malandra) e un ingegnere (Salvatore Primeraro). Al centro dell’indagine ci sono affidamenti esterni di incarichi come consulenze legali e controlli sugli appalti, che sarebbero stati conferiti in modo illecito. Nelle carte dell’inchiesta si parla di circa 25 appalti che sarebbero stati “turbati”. Secondo l’accusa, una vera e propria “cerchia di professionisti” era legata a Rognoni. Nella gran parte dei casi – come riportano le testate nazionali – si tratta di presunti “profitti illeciti” che sarebbero stati ottenuti dagli stessi professionisti per incarichi di consulenza legale o tecnico-amministrativa: 240mila euro per la direttrice Cremona-Mantova, 525mila euro per consulenze per le opere stradali Pedemontana, Tangenziale Est Esterna Milano e per il collegamento Brescia-Milano, 2.400.000 euro sempre per consulenze per l’autostrada Brescia-Bergamo-Milano, 1,2 milioni di euro in relazione ad attività di supporto e consulenza per l’Expo 2015, 400mila euro per appalti in vari ospedali, quasi 1,8 milioni di euro per le bonifiche da amianto di un’area a Pieve Emanuele.

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