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Bocciodromo, consumi esosi, il Comune mette 25mila euro

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Ammonta a 25mila euro per 11 mesi (da febbraio a dicembre 2014)  la spesa preventivata dal Comune per sostenere la sua quota di contributo al pagamento delle utenze del bocciodromo, complessivamente 32mila euro l’anno. Passato in gestione dal 1 febbraio scorso alla Federazione Italiana Bocce. E’ la conseguenza della conclamata scarsa efficienza dell’impianto di riscaldamento della struttura e che costringe l’ente locale a farsi carico di costi che in base alla convenzione di gestione (articolo 10) non sono suoi ma sarebbero a carico del gestore. L’accordo trovato tra Comune e Federazione Italiana Bocce prevede invece una suddivisione delle spese per l’80% a carico del Comune e per il 20% a carico del gestore. La Fib era subentrata al precedente gestore, l’Asd Puntoraffavolo, che a settembre 2013 aveva rinunciato a causa degli alti costi energetici. Di qui, la scelta del Comune di cercare un altro gestore, vista l’importanza assunta dal bocciodromo come luogo di aggregazione. L’accordo è stato raggiunto con la Fib, ma a prezzo di una compartecipazione alle spese da parte del proprietario. L’attuale convenzione con la Federazione affiliata al Coni  ha scadenza al 31 gennaio 2017.

Un vero rompicapo, quello della gestione del bocciodromo, struttura evidentemente troppo costosa da mantenere per i ricavi che ne derivano. I dettagli della questione sono contenuti nella risposta del sindaco Oreste Perri ad un’interrogazione di Maura Ruggeri (Pd), che chiedeva  chiarimenti su come mai il Comune si facesse carico di costi che spettano al gestore. In particolare, veniva lamentato che il Comune (come appariva in un primo tempo) avesse rinnovato la convenzione con la ASD Punto Raffavolo (responsabile, secondo Ruggeri, di “gravi inadempienze nei confronti di terzi”). La risposta del sindaco evidenzia che già dal 1 febbraio questa associazione non gestisce più la struttura e che l’affidamento del bocciodromo alla FIB prevede che il Comune compartecipi alle spese  per l’80% solo fino al 30 giugno 2015. L’ente locale infatti  intende eseguire lavori manutentivi sull’impianto in modo da ottimizzare i costi energetici e solo a quel punto potrà rivedere “con la Fib nuove condizioni di gestione più favorevoli al concedente (“articolo 26 convenzione”).

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