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'Lega predona': in 10 a processo per gli scontri in piazza

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Il giudice Guido Salvini

Sono accusati di aver organizzato e promosso una riunione in piazza Duomo a Crema, omettendo di avvisare le autorità competenti, di non aver arretrato e sgomberato la piazza in seguito agli ordini intimati dalla forza pubblica e di radunata sediziosa. In dieci dovranno affrontare il processo. Due degli imputati devono rispondere anche del reato di accensioni ed esplosioni pericolose per aver acceso un candelotto fumogeno, procurando pericolo. Nei confronti dei  coinvolti, il gip Guido Salvini ha emesso 12 decreti penali di condanna, che prevedono pene tra i sei e i novemila euro. In dieci si sono opposti, e quindi affronteranno il giudizio. Ad uno il decreto non è stato notificato in quanto all’estero, mentre un altro non ha fatto opposizione, uscendo dal procedimento con un’ammenda di novemila euro. I fatti contestati risalgono al 27 aprile del 2012, la sera delle contestazioni di un gruppo di appartenenti ai centri sociali e al movimento No Tav nei confronti della Lega Nord nell’ambito della campagna elettorale per le elezioni amministrative. Tutto era cominciato poco dopo le 21, quando il Senatur Umberto Bossi, arrivato a Crema a sostegno del candidato sindaco Alberto Torazzi, era sul palco da qualche minuto accompagnato dal segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, dal commissario della federazione cremasca Roberto Mura, dallo stesso Torazzi, dal segretario comunale Walter Longhino e dal capogruppo in consiglio Felice Tosoni. Con loro anche il sindaco uscente Bruno Bruttomesso. Ad un certo punto, da vicolo Marazzi, cogliendo tutti di sorpresa, una trentina di attivisti della sinistra antagonista cremasca e un gruppo di appartenenti al centro sociale Kavarna di Cremona aveva fatto irruzione in piazza, fendendo in due ali i circa 300 leghisti in attesa del comizio di Bossi. I manifestanti, fronteggiati e contenuti a fatica dalle forze dell’ordine, avevano srotolato uno striscione dal tono inequivocabile: “Lega predona a casa nostra”, sventolato una bandiera No Tav ed esposto un pezzo di cartone con la scritta “Bo$$i sei più in forma che intelligente”. Il loro blitz era stato accompagnato da slogan urlati nei confronti del Carroccio e dei suoi rappresentanti (“Lega ladrona”, “Mafiosi”, “Via la Lega dalle città”, “Leghisti fascisti”) e dalle strofe di “Bella Ciao”. Insulti accompagnati da gesti inequivocabili ed eloquenti come il dito medio alzato o le tre dita della mano disposte in modo da simboleggiare un’arma.  A più riprese polizia e carabinieri avevano cercato di far indietreggiare i contestatori ingaggiando dei veri e propri corpo a corpo, e nello stesso tempo cercando di trattenere i simpatizzanti della Lega che volevano opporsi verbalmente e fisicamente agli slogan dei contestatori. Dal palco degli oratori, Umberto Bossi aveva risposto ai contestatori, mentre Torazzi aveva invocato un intervento della forza pubblica per sgomberare la piazza, auspicando un intervento repressivo nei confronti del gruppo di manifestanti. Sulla base delle riprese della polizia scientifica e delle immagini del sistema di videosorveglianza, la maggioranza dei manifestanti era stata identificata, trattandosi peraltro di militanti abituali frequentatori dei centri sociali di Cremona e del cremasco. L’indagine è stata portata avanti dagli agenti del Commissariato di Crema del dirigente Daniel Segre e dalla Digos di Cremona al comando del vicequestore aggiunto Angelo Lonardo.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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