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Zagni a Cremona Solidale: 'Un futuro da azienda pubblica'

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Venerdì 16 maggio Alessandro Zagni, candidato sindaco della coalizione che include la Lega Nord e la lista civica ‘Cremona Libera con Zagni’, si è recato in visita a Cremona Solidale. A fare gli onori di casa Aldo Pani, direttore sanitario, Roberta Barilli, coordinatrice sociale, Monica Cadei, responsabile accettazione istituti di riabilitazione e Donatella Piovani, responsabile accettazione residenza sanitaria assistenziale.

Accompagnato dal consigliere di amministrazione Fabio Grassani, Zagni ha dialogato con i responsabili dell’azienda speciale comunale, per approfondire le caratteristiche dei reparti, le varie aree di intervento e le prospettive che si profilano all’orizzonte. Successivamente Zagni ha chiesto di poter visitare le palazzine, dove si è intrattenuto con molti ospiti ed alcuni familiari.“Cremona solidale – ha dichiarato al termine del pomeriggio – deve mantenere la propria vocazione di azienda pubblica con una funzione sociale e non di profitto, per questo l’indirizzo che come Sindaco intenderò dare all’Ospizio sarà quello di continuare ad offrire un servizio alla comunità degli anziani, innanzitutto non aumentando le rette, poiché già con questi importi i costi che le famiglie devono sobbarcarsi per l’ospitalità nella struttura dei propri cari sono senz’altro consistenti. Nei prossimi anni vi sarà poi la necessità di verificare il numero di posti letto nei diversi reparti, per rispondere in modo esauriente alla richiesta di assistenza ed al progressivo invecchiamento della popolazione”.

Dal confronto con i parenti è infine emersa la necessità di migliorare i collegamenti alla città tramite il trasporto pubblico, soprattutto a ridosso dell’orario dei pasti.

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Commenti
  • Ezechiele Profeta

    Bravo Alessandro! la Lega migliore, quella sana, vicino alla gente, era quella precedente al periodo berlusconiano. La Lega che pensava al benessere dei cittadini e non dava spazio alle idee rovinose dell’estrema destra. La Lega che per il potere e i soldi non si inginocchiava alle logiche degli asfaltatori e cementificatori camorristi, mafiosi o intrecciati con l’andrangheta!