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Bimba morta dopo anestesia, il papà: 'Porterò il caso al Ministero'

adelaide

“Mi sembra evidente che i protocolli medici previsti per i bambini qualche falla ce l’hanno, altrimenti mia figlia sarebbe ancora viva: ho deciso di portare il nostro caso all’attenzione del ministero della Sanità”. Lo ha dichiarato a “L’Eco di Bergamo”, Antonio Croce, il papà di Adelaide, la bimba di un anno di Romano di Lombardia morta all’ospedale di Crema a causa di un arresto cardiaco dopo essere stata sedata per essere sottoposta ad una gastroscopia. Dall’esame autoptico, effettuato sabato 17 maggio, non sono emersi elementi macroscopici che possano spiegare l’arresto cardiaco insorto quando i medici hanno cominciato a sedarla. Maggiori risposte si attendono ora dagli esami istologici sui campioni organici prelevati dai patologi. I funerali della piccola Adelaide sono stati celebrati martedì 20 maggio a Romano di Lombardia, paese di origine della sua famiglia. Il papà di Adelaide vuole sapere cosa è successo, ed ha intenzione di fare di tutto affinché la morte della figlia, sulla quale è stata aperta una inchiesta dalla procura di Cremona, non risulti vana. Per questo motivo ha deciso di portare il suo caso su tutti i tavoli istituzionali del campo medico-sanitario a partire dal ministero della Sanità. Nell’inchiesta della procura sono tre gli anestesisti dell’ospedale di Crema che sono stati iscritti sul registro degli indagati: il primario Agostino Dossena e i suoi collaboratori, Paolo Comassi e Antonella Biazzi. Un atto dovuto. L’ipotesi di reato è l’omicidio colposo.

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