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A S.Agostino nessun parroco dopo don Felice Don Maglia: 'Siete dei pionieri'

pietro-agostino

Sant’Agostino non avrà un nuovo parroco. Don Felice lascia la parrocchia dopo 40 anni (precisamente il 30 giugno)  e non avrà un sostituto. La notizia che i parrocchiani non avrebbero voluto sentire è stata data direttamente dal vescovo, Mons. Lafranconi, nella serata di giovedì ai due consigli parrocchiali (S. Pietro e S. Agostino) che già da settembre stanno collaborando nella catechesi dei ragazzi e dei giovani. Il titolare e responsabile giuridico di S. Agostino sarà don Stefano Moruzzi, parroco di San Pietro. Lavorerà insieme ai due sacerdoti che da settembre stanno collaborando nelle due parrocchie, il vicario don Roberto Musa, che ha seguito i ragazzi del catechismo e don Pier Altero Ziglioli, che ha coadiuvato don Felice nella celebrazione delle funzioni. Il vescovo ha detto che prossimamente arriverà un nuovo parroco, residente a S. Agostino, ma stando sul vago circa la tempistica. “Normalmente le scelte vengono fatte in estate, per consentire l’ingresso in parrocchia tra settembre e ottobre”, ha detto tra l’altro. Parole che non sono bastate a tranquillizzare il consiglio parrocchiale di S. Agostino, preoccupato per la mancanza di un figura sacerdotale stabile. Il quarto sacerdote non sarà, come detto, il titolare della parrocchia, ma avrà qui la sua residenza e non dovrebbe svolgere altri incarichi, ad esempio quello di cappellano del carcere in sostituzione di  don Bosio. “In un certo senso siete dei pionieri”, ha detto il delegato episcopale per la Pastorale don Irvano Maglia per inquadrare la questione davanti ad una comunità agostiniana molto perplessa. “In prospettiva tutta la pastorale giovanile cittadina si dovrà ristrutturare. Siamo davanti a una nuova prospettiva, a cambiamenti radicali. Questo è il futuro”.

Come riporta il sito www.diocesidicremona.it, “la grande novità riguarda proprio i sacerdoti. Il 30 giugno, dopo oltre quarant’anni di ministero in parrocchia (affiancato anche dall’incarico di cappellano del carcere), termina il proprio mandato don Felice Bosio. Al suo posto arriverà un sacerdote che avrà il ruolo di collaboratore e che risiederà nella casa parrocchiale di via Plasio. Assume invece l’incarico di moderatore don Stefano Moruzzi, che continuerà a risiedere in via Cesari e che diventerà responsabile, anche dal punto di vista giuridico, della comunità di Sant’Agostino. Manterranno gli stessi incarichi don Musa e don Ziglioli. Due parrocchie invitate dunque a consolidare la collaborazione pur mantenendo distinti i Consigli pastorali parrocchiali e i Consigli per gli affari economici, mentre  le Commissioni pastorali, soprattutto quella caritativa, saranno chiamate a lavorare in sinergia per rispondere in maniera efficace alle esigenze del territorio. Mons. Lafranconi ha insistito su un concetto a lui molto caro: occorre passare dall’idea del parroco unico nella responsabilità della conduzione pastorale di una comunità,  a quella di un’équipe di preti che si preoccupa di un territorio preciso dove possono convivivere anche più parrocchie. Il presule ha poi evidenziato alcune priorità. Anzitutto la pastorale giovanile, coordinata per entrambe le parrocchie da don Roberto Musa, che dovrà rafforzare ulteriormente l’unità avviando i cammini di iniziazione cristiana catecumenale anche a S. Agostino. Altri aspetti decisivi dovranno essere l’ambito caritativo e quello della formazione degli adulti, che non dovrà più limitarsi a coinvolgere le famiglie che chiedono i sacramenti per i figli. Particolarmente attese anche le indicazioni relative alle strutture: a detta del Vescovo sia l’oratorio di S. Agostino che il complesso di via del Giordano in via di ristrutturazione dovranno essere sede di attività catechistica. Le modalità più idonee saranno individuate mediante un’articolata riflessione che vedrà coinvolta l’équipe presbiterale e i fedeli delle due parrocchie”.

Sono proprio gli aspetti pratici della conduzione dell’oratorio a costituire una delle preoccupazioni emerse in assemblea da parte dei parrocchiani di S. Agostino: “Già quest’anno – è stato detto – è stato difficile garantire la continuità feriale dell’oratorio. La presenza di un sacerdote in oratorio è catalizzante ed elemento di autorevolezza; quando il sacredote se ne va, anche l’oratorio si svuota”. “Ci piacerebbe capire – ha aggiunto un altro componente del Consiglio – che differenza ci potrà essere  tra questo nuovo modello di gestione e quello in atto a S.Ilario-S.Agata” (primo esempio di unità pastorale cittadina, avviata qualche anno fa). Altre richieste riguardano maggiori iniziative di catechesi per gli adulti. L’impegno dei laici nelle attività pastorali, concetto caro al vescovo, è ben sperimentato nella piccola comunità di S. Agostino e lo dimostra la stessa ‘tenuta’ dell’oratorio nell’anno catechistico che si sta concludendo.  Quello che i parrocchiani chiedono – è emerso in assemblea – è però che accanto a loro vi sia anche una figura sacerdotale di riferimento. Ma il messaggio che viene dalle alte gerarchie ecclesiastiche  deve fare necessariamente i conti con l’evidente contrazione delle vocazioni che rende necessaria la creazione di nuovi  modelli gestionali delle parrocchie. Come ha detto don Maglia, siamo soltanto all’inizio.

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