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Cauzzi assolto in appello, non minacciò il suo ex dipendente

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Nella foto, da sinistra il giudice Pierpaolo Beluzzi, nel monitor l’avvocato Giacomo Triolo, seduti il pm onorario Silvia Manfredi, l’avvocato di parte civile Giuseppe Borelli e in piedi Lino Cauzzi

Ribaltata in appello la sentenza di condanna del giudice di pace per Lino Cauzzi, assolto questa mattina dal giudice Pierpaolo Beluzzi “perchè il fatto non sussiste”. Cauzzi, 71 anni, proprietario dell’hotel Hermes, era a processo per ingiurie e minacce nei confronti di Ennio Fiorini, 54 anni, ex direttore di sala dell’albergo. Nel novembre del 2013 il giudice di pace aveva condannato l’imputato a 400 euro di multa, sentenza oggi ribaltata in appello con l’assoluzione.  Nel 2007 Fiorini era rientrato a Cremona per assistere il padre malato e aveva trovato un’occupazione presso l’Hotel Hermes come direttore di sala. A dargli lavoro per sei mesi era stato il proprietario dell’albergo Lino Cauzzi, personaggio noto a Cremona per essersi costruito dal nulla una catena di alberghi che i tentacoli di Gomorra gli avevano portato via. In questo processo, Cauzzi era accusato di aver offeso Fiorini, chiamandolo “ladro” e “culattone” e minacciandolo telefonicamente che gli avrebbe tagliato la gola e le gomme. Davanti al giudice di pace, Fiorini aveva raccontato di essere stato licenziato dopo solo un mese perchè accusato di essere un ladro e di aver ricevuto minacce in seguito alla causa di lavoro che aveva intrapreso contro l’imputato. Cauzzi, al contrario, aveva sostenuto che il dipendente “non svolgeva correttamente il suo lavoro. L’avevo preso in prova come responsabile di sala, ma non andava bene”. Il proprietario dell’Hermes aveva ammesso di aver avuto contatti telefonici con il suo ex dipendente, ma aveva negato di averlo minacciato, tantomeno offeso. “In tutte le conversazioni il tono era sempre educato”. “Le accuse si basano solo su affermazioni di Fiorini”, ha detto oggi l’avvocato difensore Giacomo Triolo, sentito via Skype da Agrigento. “C’è totale assenza di riscontri”, ha concluso il legale, “la parola di Fiorini è inattendibile, questo processo è fondato sul nulla”. E il giudice gli ha dato ragione. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 60 giorni. Nel procedimento, Fiorini era parte civile attraverso l’avvocato Giuseppe Borelli.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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