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Ciclabile di Cava, lavori già fermi? Cresce l'erba al posto del cantiere

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foto Sessa

Pista ciclabile di Cavatigozzi, già tutto fermo? Avviato di gran carriera poco prima delle elezioni, sembra essersi arenato il cantiere per la realizzazione dell’opera lungo via Milano. L’erba sta ricrescendo lungo il tratto che era stato sfalciato a maggio e l’impressione di chi transita abitualmente lungo la strada (residenti di Cava e titolari di attività) è che il cantiere sia fermo.  “Chi non percorre in bici il tratto da Cava a Cremona e viceversa – afferma un residente della frazione –  non può rendersi conto del pericolo enorme cui i ciclisti sono sottoposti. La macchine non passano a velocità moderata e spesso gli spostamenti d’aria sono molto forti, soprattutto quando transitano i mezzi pesanti”. La pista, larga 2,5 metri e parallela alla ex statale, dovrebbe proseguire la ciclabile di via Milano che collega l’Incrociatello al centro sportivo Stradivari. Qui, in prossimità dell’ex polveriera, dovrebbe interessare l’area  a margine del bosco, attraversare via Picenengo e arrivare fino alla palestra di Cava.

 

Era stato l’ex sindaco Oreste Perri ad inaugurare pubblicamente il cantiere, frutto di un accordo tra il Comune e la società immobiliare proprietaria dell’ex distretto militare di via Colletta, che consente a quest’ultima di tramutare il corrispettivo dovuto per il cambio di destinazione d’uso in opere di pubblica utilità. Una procedura nuova che l’amministrazione Perri aveva inaugurato con l’ultimo Pgt e che ha consentito anche l’avvio di un’altra ciclabile, quella del Boschetto. Perplessità sulle modalità di attuazione dell’intesa erano state espresse dall’allora capogruppo di minoranza Maura Ruggeri, attualmente vicesindaco. “Un’opera – affermava lo scorso maggio Ruggeri – probabilmente ben diversa dal progetto originario e, per quanto ci è dato di conoscere, molto probabilmente ben lontana dalle aspettative dai cittadini. Che l’Amministrazione uscente sia in corsa per dimostrare che tutto si fa nei pochi giorni prima delle elezioni, è talmente evidente da suscitare le ironie di molti. E’ vero che qualcuno può pensare che una ciclabile elettorale è meglio di niente, ma la confusione regna sovrana, per cui vorremmo capire qualcosa di più del progetto, ma non crediamo sia solo un’esigenza nostra: non ci risulta che la nuova ciclabile sia stata presentata e condivisa con i cittadini. Pertanto, non riscontrando ancora agli atti il progetto definitivo, né avendo ritrovato notizia della sottoscrizione della convenzione con il privato, ci domandiamo se e come si sia potuto dare inizio ai lavori”. Rassicurazioni sulla correttezza delle procedure erano invece giunte dall’allora maggioranza:  “Il progetto c’è eccome, anche quello esecutivo”, affermava  Gabriele Romani, coordinatore della Lista Obiettivo Cremona con Perri -. La pista ciclabile è autorizzata e ha la copertura finanziaria”.

I dubbi attorno a questa infrastruttura nascono anche dal fatto che negli anni ha più volte cambiato connotazione. Inizialmente sembrava che non potesse trovare spazio a fianco di via Milano, tant’è che era stato pubblicamente dichiarato, anni fa, che si sarebbe snodata nella parte bassa della scarpata morfologica, a fianco di via Acquaviva. Il progetto inoltre è stato realizzato da Autostrade Centropadane e non dal Comune perchè doveva essere un’opera connessa alla realizzazione del terzo ponte. Naufragata questa forma di finanziamento, il Comune ha trovato l’intesa con il soggetto privato sotto forma di convenzione urbanistica.

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