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Area archeologica di San Lorenzo, il punto sui lavori

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Giovedì 10 luglio dalle ore 17 alle ore 18, al Museo Archeologico di San Lorenzo, sarà possibile visitare, alla presenza della restauratrice Alberta Carena, il cantiere di restauro in corso riguardante l’area archeologica nella parte absidale della ex chiesa.

Gli scavi effettuati a partire dal 1962 e poi ripresi nel 1994 hanno consentito di portare alla luce i resti di una chiesa precedente, identificabile con quella menzionata da una pergamena del 990, di un edificio cimiteriale paleocristiano e di una necropoli romana del I secolo a.C., ubicata in corrispondenza del primo tratto suburbano, in direzione est, dell’antica via Postumia.

L’intervento attuale, finanziato da Regione Lombardia (Bando regionale per la promozione di interventi di valorizzazione del patrimonio archeologico e dei siti Unesco lombardi), si è reso indispensabile per riprendere un filo interrotto nel 2009: in occasione dei lavori di ristrutturazione dell’edificio per ospitare la nuova sede del Museo Archeologico, l’area di scavo era stata infatti semplicemente lasciata a vista, poiché già allora si era deciso, per ragioni di tempo e di costi, di rinviarne ad un momento più opportuno il riordino.

Oggi i lavori che coinvolgono l’area archeologica di scavo mirano innanzitutto a preservarne le condizioni attuali, di preziosa testimonianza delle passate stratificazioni: a questo sono dirette le operazioni di pulitura e consolidamento degli intonaci di rivestimento, dipinti e non; l’estrazione, mediante impacchi, delle efflorescenze saline che affliggono le murature; il consolidamento delle profonde fessurazioni che interessano i muri absidali e il contenimento, attraverso stuccature, del materiale incoerente di riempimento degli stessi, che tende a franare. Accanto a questo, si sta effettuando un lavoro di ripulitura delle aree, indispensabile dopo cinque anni, e inteso anche come momento di manutenzione periodica nel futuro.

I lavori di restauro tuttavia non sono solo questo: vogliono essere strumento per agevolare il pubblico nella lettura corretta dello scavo. Lo scopo è di aiutare il visitatore a riconoscere l’impianto originario della basilica, risalente al X secolo, accanto ai resti, pur presenti, dell’edificio funerario del V secolo, marcandone gli ambiti con accorgimenti visivi che siano di più immediata lettura rispetto a quelli attuali. Si vuole in sostanza rendere lo scavo testimonianza viva e di approfondimento anche per il visitatore poco esperto.

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