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"Basta umiliazioni, ai cittadini e all'Europa serve sicurezza"

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Sopra, le foto inviate a Cremona Oggi da Sap e Siap

Non sono mancate delegazioni cremonesi alla manifestazione nazionale di protesta del comparto sicurezza organizzata per la mattinata di martedì, a Milano, dai sindacati Siulp, Sap, Siap, Anfp, Silp Cgil, Ugl Polizia, Coisp, Consap e Federazione Uil Polizia.

“Donne ed uomini in divisa – si legge in una nota congiunta – non possono più accettare che ci si limiti a curare solo la facciata della sicurezza, mentre l’intero sistema rischia di cadere in pezzi: l’anno scorso sono stati 5.000 gli addetti del Comparto che sono andati in pensione, quest’anno se ne assumono appena 2.600, poco più della metà. Quindi siamo sempre più vecchi e sempre di meno, anche se si tenta di nasconderlo con la collaudata tecnica dell’annuncio – ripetendo all’infinito il numero degli assunti, così ogni volta i cittadini credono erroneamente che stiano arrivando nuovi tutori dell’ordine – e con tristi stratagemmi che la celebrazione di un evento come l’Expo 2015 smaschererà in un attimo”.

“Gran parte dei pochissimi poliziotti in arrivo – si legge ancora – non andranno a reintegrare almeno in parte gli enormi buchi che ci sono negli unici presìdi efficaci, quelli territoriali, come le Questure che invece si sta tentando di chiudere, ma verrà utilizzata per le operazioni di facciata di cui la politica ha bisogno per tranquillizzare l’opinione pubblica quando in qualche territorio si verifica un episodio da prima pagina: appena finito il clamore mediatico gli stessi poliziotti verranno poi utilizzati per dare finta sicurezza altrove. Noi non ci stiamo più a rischiare di prendere gravi malattie per fronteggiare senza le necessarie precauzioni il fenomeno epocale dell’immigrazione: come altri problemi sociali ci viene scaricato addosso da una politica che ogni giorno di più tradisce il sacrificio e l’abnegazione dei fedeli servitori di uno Stato che dimentica le sue stesse leggi e sembra avere tutt’altro a cui pensare”. “Basta umiliazioni a danno della nostra dignità e della nostra salute – prosegue la nota – perché i cittadini italiani hanno diritto a politici che, sulla Sicurezza, facciano cose concrete, non illusionismo e giochi di parole, a partire da un reale riordino del modello che ci restituisca efficienza, efficacia e serenità. Siamo qui oggi perché anche l’Unione Europea deve saperlo, prima che sia troppo tardi, giacché questo nostro problema presto la coinvolgerà tutta: qui la Sicurezza è alla frutta”.

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