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Tari, le associazioni riscrivono al sindaco Mobilitazione in vista

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Dopo l’incontro del 1 agosto,  le associazioni di categoria di commercio e artigianato hanno steso la lettera con cui chiedono al sindaco Galimberti e agli assessori Maurizio Manzi e Barbara Manfredini di rimodulare la tassa per l’anno prossimo e, per questo 2014, di implementare il fondo di solidarietà, attualmente attestato sui 100 mila euro considerati insufficienti. Si fa anche riferimento ad uno sciopero fiscale in caso di mancato accoglimento delle richiese, che alcune associazioni di categoria avrebbero voluto proclamare in maniera più esplicita fin da subito.

Questo il testo della lettera datata 5 agosto e sottoscritta dal presidente Confcommercio Claudio Pugnoli, Confesercenti Giuseppe Bini, Sistema Commercio Impresa Berlino Tazza, CNA Giovanni Bozzini, Confartigianato Massimo Rivoltini.

Confcommercio, Confesercenti, Asvicom, CNA e Confartigianato, preoccupate per gli aumenti della Tari e dell’impatto che le nuove aliquote potrebbero avere sulla sopravvivenza delle  imprese e sull’occupazione dei dipendenti; per la mancata adozione di adeguati correttivi per rimediare ad una tassazione iniqua e vessatoria di alcune categorie come, ad esempio, i fioristi, i pubblici esercizi, i fruttivendoli, i ristoranti, ecc.;
considerate le centinaia di firme di imprenditori che documentano l’enorme difficoltà delle attività colpite dal forte rincaro e che tuttora attendono risposte; considerato che il carico fiscale della Tari non è in alcuna misura proporzionato alla effettiva produzione di rifiuti, ma determinato con coefficienti presuntivi che non trovano corrispondenza in alcuna analisi condotta dal soggetto che eroga il servizio o dal Comune, violando completamente e palesemente il principio secondo il quale ogni attività deve corrispondere economicamente al Comune in base a quanto effettivamente produce; valutata del tutto errata, iniqua e arbitraria la ripartizione tra il “carico” assegnato alle utenze domestiche e a quelle “non domestiche”, cioè le imprese, che si trovano a dover contribuire in maniera eccessiva alla copertura del costo del serviziopur apprezzando la disponibilità dell’amministrazione comunale nella ricerca di una possibile soluzione del problema, chiedono al Comune di intervenire in prima istanza per incrementare il fondo di solidarietà, in modo da riportare la Tari agli stessi valori della Tarsu adottata fino al 2013 e comunque di mantenere per le imprese un aumento non superiore al 20%; di avviare, anche a campione, un’azione di pesatura che sia prerequisito per definire le aliquote del prossimo anno.

A tal fine si chiede che gli operatori ecologici vengano messi in condizione di quietanzare validamente il consumo effettivo per le varie aziende della stessa categoria attraverso pesatura; di avviare tutte le procedure per giungere quanto prima alla rilevazione “puntuale” così che possa essere pagato quanto effettivamente prodotto; di valutare l’effettiva economicità per il Comune – e dunque per tutti gli utenti – del servizio offerto dalla società che attualmente ha in appalto la raccolta dei rifiuti.
In mancanza di riscontro e di risposte adeguate si vedranno costrette a proclamare uno stato di mobilitazione delle imprese, compresi i dipendenti che vedono messo a rischio il proprio posto di lavoro;
a tutelare le imprese anche  mediante il ricorso alla Giustizia Amministrativa e all’astensione dal pagamento delle cartelle.
Per queste stesse ragioni Confcommercio, Confesercenti, Asvicom, CNA e Confartigianato, hanno costituito un tavolo permanente di osservazione sul tema  ed auspicano un confronto continuo con il Comune non solo per trovare soluzioni al problema nell’immediato, ma anche per la rimodulazione della Tari già in programma per il prossimo anno”.

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