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Turismo, segnali negativi in provincia In calo gli arrivi e i pernottamenti

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Sopra, turisti nel centro di Cremona (foto Sessa)

In attesa di poter analizzare numeri riguardanti la stagione turistica estiva, un’indagine dell’Osservatorio Travel, realizzata in collaborazione con Regione Lombardia e Sistema camerale lombardo, permette di fare una prima valutazione sulla stagione primaverile 2014 in provincia di Cremona. Purtroppo non si può sorridere. Variazioni percentuali negative, nel nostro territorio, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’indagine trimestrale (marzo-maggio) dell’Osservatorio turistico Travel, coordinato dal Cerst (Centro di ricerca per lo sviluppo del territorio) della Liuc–Università Cattaneo, è stata condotta con oltre 600 interviste a operatori rappresentativi del sistema della ricettività regionale.

A livello lombardo, si legge nella sintesi dell’indagine, “dopo un consuntivo 2013 nel nome della stabilità e un inizio anno contraddittorio, su scala regionale il trend dei flussi ha ripreso a salire rispetto al medesimo periodo dell’anno passato. Nel complesso gli arrivi sono aumentati in misura che si avvicina al 3% e le presenze (il numero di pernottamenti, ndr) hanno evidenziato una dinamica meno brillante (+1.3%) ma pur sempre positiva”. Nel nostro territorio calo del 2,1% per gli arrivi e del 2,7% per i pernottamenti (in misura meno marcata nel sistema della ricettività di tipo alberghiero: vedi tabella sotto).

Quanto ai turisti provenienti dall’estero: “Complessivamente la percentuale di stranieri che hanno visitato la Lombardia è risultata consistente con le medie storiche recenti, superando ampiamente il 50%. Milano, e alcune province ‘di lago’ (Como Brescia e Varese) detengono il primato, superando tutte e quattro il 55% di presenza straniera; se si fa eccezione per Brescia si delinea un’ulteriore conferma del legame tra buona performance turistica complessiva e propensione internazionale. In coda nella graduatoria dell’apertura internazionale tutta la porzione sud del territorio regionale e in particolare Pavia e Cremona”.

Le aspettative degli operatori lombardi: “Dopo una lunga fase di aspettative marcatamente negative, il sentiment da parte degli operatori della ricettività ha imboccato un sentiero di maggiore ottimismo”.

Le azioni programmate dagli imprenditori lombardi: “Tenendo conto della percentuale dei non rispondenti (33,4%) e di chi ha dichiarato di non avere pianificato alcunché (58%) emerge che solo l’8,8% degli operatori ha programmato azioni specifiche. Pochi gli investimenti di tipo strutturale e localizzati per lo più nel capoluogo e in minor misura in provincia di Lecco. Sulle azioni di marketing in senso ampio scommettono a Monza Brianza, dove si sta agendo sui canali di commercializzazione e sul posizionamento di prezzo, a Cremona dove la chiave per il superamento delle criticità è individuata nel ‘fare rete’, e a Varese che predilige i canali della comunicazione. A Sondrio l’attenzione è sul turista, sia in termini di incremento della capacità ricettiva, sia di ampliamento del menu di servizi offerti alla clientela. Bergamo progetta il proprio rilancio lavorando su nuovi prodotti turistici, da proporre eventualmente in modo organizzato e coerente come accade negli standard dei club di prodotto”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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Commenti
  • pinco pallino

    EREDITA’ della cascina urbana e del suo fatur de tecc……!!!

    la manovella sta nelle inizitive culturali………(…CFR. MANTOVA…)…..non è necessario copiare…..basta avere idee…………………………FORZA GALIMBERTI………….!!!!!

    • BillyBalle

      Nonostante non ne sia mai stata una sostenitrice, l’unica cosa che ha funzionato e che ancora funziona a Cremona è il Museo del Violino, capace di creare interesse verso il pubblico internazionale, per quanto limitato nel numero, Mondomusica e la Festa del Torrone chiudono il cerchio. Mantova, Brescia e Bergamo si affidano da tempo ad esperti di comunicazione e mktg perché le idee da sole non bastano, nemmeno il mktg aggressivo del fiume urbano sulla stampa, se poi è incoerente con la qualità dell’offerta..Se Galimberti dovesse avvalersi di una consulenza strategica come ha fatto per l’ufficio stampa, forse le cose inizierebbero a funzionare meglio..la rete è un arma pericolosa specialmente se la competizione si gioca sulla sopravvivenza di realtà minori. L’idea più geniale sarebbe quella di rompere le oligarchie locali ma è talmente coperta da diritti che nessuno la vuole copiare…impossibile nemmeno avvicinarsi!

  • Sorcio Verde

    Sicuramente il museo del violino doveva essere il traino per i turisti in città e provincia, ma se i risultati sono questi……rimangono solo le linee sul corso